Scuola media all’asta. A Frosinone 500 studenti rischiano di rimanere senza istituto

La scuola secondaria di primo grado a indirizzo musicale “Pietrobono” di Frosinone dovrà essere sgomberata e messa all’asta. Lo ha stabilito il giudice dell’Esecuzione del Tribunale di Frosinone, respingendo il ricorso presentato dal sindaco Riccardo Mastrangeli e dall’amministrazione comunale contro la procedura esecutiva in corso. Il provvedimento conferma l’ordine di liberazione dell’edificio prima della vendita forzata, che resta fissata per il 18 febbraio 2026. Una decisione che coinvolge direttamente circa 500 alunni, distribuiti in 21 classi, e che pone interrogativi rilevanti sulla continuità didattica e sull’organizzazione del prossimo anno scolastico.

Una vicenda che nasce negli anni Settanta

Le origini del contenzioso risalgono a oltre quarant’anni fa. L’edificio scolastico fu realizzato su un terreno che, da un punto di vista formale, non è mai uscito dalla proprietà privata originaria. La procedura di esproprio avviata all’epoca, infatti, non sarebbe stata completata con la necessaria trascrizione, lasciando il suolo intestato al proprietario, poi coinvolto in una procedura esecutiva per debiti non saldati.

Nel tentativo di regolarizzare la situazione, il Comune di Frosinone aveva adottato un provvedimento di “acquisizione sanante”, previsto dalla normativa sulle espropriazioni per pubblica utilità, richiamando l’interesse pubblico consolidato derivante dall’uso scolastico dell’immobile.

Amministrazione e giurisdizione: due piani distinti

Sul piano amministrativo, l’atto comunale aveva superato il vaglio del Tar del Lazio, che ne aveva riconosciuto la legittimità. Tuttavia, il giudice dell’Esecuzione ha chiarito che tale valutazione non incide sulla procedura esecutiva già avviata.

Secondo il magistrato, l’acquisizione sanante produce effetti solo dal momento della sua adozione e non ha carattere retroattivo: non può quindi prevalere su diritti già iscritti, come il pignoramento. Da qui la conclusione che l’immobile rimane assoggettato alla vendita forzata e che il Comune non dispone di un titolo opponibile alla procedura.

Sono state respinte anche le richieste di sospensione urgente, fondate sia sulla presunta incompetenza del giudice ordinario sia sulla necessità di garantire la continuità dell’attività didattica.

Scuola e incertezza organizzativa

Nel provvedimento si sottolinea come l’occupazione dell’edificio da parte dell’ente pubblico si protragga da tempo senza che siano state definite soluzioni alternative, quali il pagamento di un’indennità di occupazione o accordi con la curatela. Il giudice ha comunque lasciato aperta la possibilità di valutare, in sede di udienza, misure organizzative legate alla conclusione dell’anno scolastico in corso.

Resta però fermo l’ordine di sgombero e prosegue l’iter verso l’asta. La prossima udienza è già calendarizzata per il 18 febbraio, una data che potrebbe segnare un passaggio decisivo non solo sul piano giuridico, ma anche per la gestione concreta di centinaia di studenti e famiglie, chiamati ad affrontare un futuro scolastico ancora incerto.

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