Con didattica personalizzata e IA, piccola e pluriclasse: come potrebbe diventare la scuola entro il 2050

Non più solo aule e programmi, ma hub comunitari, ambienti digitali e percorsi intergenerazionali. È questo il futuro che si delinea per la scuola italiana nel documento presentato da INDIRE dal titolo “Partecipare per governare il cambiamento. Il Sistema di Istruzione e Formazione di fronte alle sfide del cambiamento generazionale”. Partendo dai dati demografici, tecnologici e sociali di oggi, INDIRE tratteggia un quadro di come la scuola italiana potrà trasformarsi entro il 2050, quando sarà chiamata ad affrontare pienamente gli effetti del calo delle nascite, dell’invecchiamento della popolazione e della rivoluzione digitale.

Scuole meno numerose, ma più centrali

Negli ultimi dieci anni la popolazione studentesca ha perso oltre 650 mila iscritti, e la tendenza continuerà. Entro il 2050 le scuole saranno meno, soprattutto nelle aree interne, ma non destinate a sparire: diventeranno plessi di prossimità interconnessi, capaci di integrare classi plurigrado, didattica in presenza e ambienti digitali. La logica non sarà più difensiva, ma strategica: mantenere le scuole come presidi di comunità, punti di coesione e sviluppo locale.

La scuola come community hub

INDIRE immagina edifici scolastici trasformati in community hub, spazi multifunzionali che ospitano attività educative, sociali e culturali. Le scuole saranno aperte non solo agli studenti, ma anche ad adulti, famiglie e anziani. Diventeranno infrastrutture pubbliche della “società della longevità”, capaci di accompagnare l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita e di offrire servizi essenziali ai territori.

Didattica personalizzata e Intelligenza Artificiale

Entro il 2050 l’Intelligenza Artificiale sarà parte integrante della scuola. Non sostituirà i docenti, ma li affiancherà nella personalizzazione degli apprendimenti, nell’orientamento e nella didattica inclusiva. Le classi si trasformeranno in ecosistemi ibridi, con laboratori fisici e virtuali, spazi flessibili e tecnologie immersive. L’apprendimento sarà sempre meno trasmissivo e sempre più costruito insieme agli studenti.

Dalla prima infanzia alla longevità attiva

Il sistema 0-6 resterà cruciale per la continuità educativa e per la conciliazione vita-lavoro, pur dovendo reggere al crollo delle nascite. Parallelamente, i CPIA e l’Istruzione degli Adulti diventeranno centrali per rispondere a una popolazione sempre più anziana e multiculturale. Entro il 2050 la scuola accoglierà in modo naturale non solo i bambini, ma anche adulti e anziani, offrendo opportunità di reskilling e upskilling.

Nuovi saperi e nuove parità

Un altro traguardo riguarda i divari di genere. Oggi le ragazze italiane restano indietro in matematica e scienze (con un gap di 21 punti, il più alto in area OCSE) e solo il 16,4% delle immatricolazioni ICT è femminile. Entro il 2050 la scuola dovrà superare questi stereotipi, proponendo percorsi formativi che preparino a professioni digitali, scientifiche ed ecologiche, senza barriere di genere.

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