Rapporto Ocse sulla crescita: le raccomandazioni per l’Italia

Il sistema educativo italiano, avverte l’Ocse nel rapporto annuale Going for Growth (Obiettivo Crescita), appena pubblicato, presenta un basso rendimento rispetto alla spesa sostenuta (l’espressione impiegata è “Education gives low value for money”) e dovrebbe fare di più sia sul versante dell’efficacia sia su quello dell’equità per offrire migliori opportunità di formazione e di guadagno soprattutto alle persone con basso livello di qualificazione.

Nella scheda sull’Italia contenuta nel citato rapporto, l’Ocse raccomanda in particolare di proseguire nello sforzo di migliorare la valutazione nella scuola secondaria cercando di convincere gli insegnanti dei benefici che ne potrebbero trarre (non è specificato se si tratti di benefici di tipo economico legati al merito individuale o più genericamente del miglioramento delle condizioni nelle quali gli insegnanti operano: probabilmente sono fondate entrambi le interpretazioni).

L’Ocse insiste inoltre sulla necessità di rafforzare l’offerta di percorsi di formazione professionale postsecondaria, compresi quelli in apprendistato, dando atto all’Italia di essersi positivamente avviata in questa direzione con il varo di 27 istituzioni (il riferimento è agli Istituti Tecnici Superiori). La terza e ultima raccomandazione consiglia di aumentare le tasse universitarie introducendo contestualmente un sistema di prestiti per studenti con rimborso condizionato al reddito.

Il riferimento dell’Ocse al basso rendimento della spesa per l’istruzione tiene conto, verosimilmente, dei non brillanti risultati ottenuti dalla scuola italiana nel programma PISA, della tuttora bassa percentuale di lavoratori occupati in possesso di laurea o di diploma e degli elevati tassi di dispersione scolastica e di giovani ‘Neet’ (Not in Education, Employment and Training).