Pasquale Esposito e Carlo Ponti: ‘Sogniamo una scuola che prepari alla vita e al sacrificio per il raggiungimento degli obiettivi’
Di Sara Morandi
In un mondo in cui l’arte e la musica continuano a essere potenti strumenti di connessione, il Tenore Pasquale Esposito e il Maestro d’Orchestra Carlo Ponti si uniscono per dar vita a uno spettacolo che va ben oltre le note e le immagini.
Il concerto “Celebrando Sophia Loren”, che sarà in scena al teatro Augusteo il 21 e 22 febbraio, è un omaggio non solo a una delle attrici più iconiche del nostro tempo, ma anche a un simbolo di femminilità e napoletanità che ha conquistato il cuore di molti.
Carlo Ponti, figlio della leggendaria Sophia Loren, porta in questo progetto un amore filiale che si fonde con quello popolare e universale della città di Napoli per la sua diva. Pasquale Esposito, con la sua voce potente e il suo profondo legame con le radici napoletane, diventa il perfetto interprete di questo sentimento collettivo. Insieme, Esposito e Ponti creano un’esperienza che non è solo un tributo a un’attrice, ma un abbraccio tra un figlio e sua madre, tra una città e la sua eterna icona. Mentre esploriamo il processo creativo dietro questo spettacolo unico, ci immergiamo anche nei loro sogni per la scuola del futuro, dove l’educazione musicale e artistica svolgono un ruolo fondamentale. Credono fermamente che l’arte sia una necessità, non un lusso, e che debba essere centrale nella formazione dei giovani, come strumento di pace, crescita e umanità.
Come descrivereste il processo creativo che ha portato alla realizzazione dello spettacolo “Celebrando Sophia Loren” che si terrà al teatro Augusteo di Napoli Sabato 21 e Domenica 22 Febbraio 2026?
“Ci sono spettacoli che nascono da un’idea, altri da un’occasione. Quello che ci unisce è qualcosa di più raro e profondo: due amori semplici e immensi. (Carlo Ponti): “Il primo è l’amore di un figlio per la propria madre” (produttore e figlio d’arte, ha ereditato da sua madre, Sophia Loren, non solo uno sguardo attento al bello, ma anche il desiderio di custodire e celebrare la sua eredità artistica). “L’amore per la mamma è la scintilla silenziosa, il motore privato di questo progetto. Il secondo amore è quello di una città intera per la sua diva più luminosa. Napoli, che di dive ne ha create e cantate tante, non ha mai smesso di considerare Sophia Loren una figlia prediletta”. E chi meglio di Pasquale Esposito poteva incarnare e dare voce a questo amore? Con quel nome e cognome che suonano come una dichiarazione d’origine, Pasquale è Napoli nel mondo. (Pasquale Esposito): “Ho portato la canzone napoletana nei teatri più importanti del globo” – Esposito è un ambasciatore di cultura che, nonostante il successo internazionale, sente il richiamo delle proprie radici – ‘Questo è il punto di forza, la “bellissima storia” che raccontiamo. L’incontro tra questi due amori – quello filiale e privato di Carlo e quello popolare e universale di Napoli – dà vita a un progetto che va oltre il semplice concerto. Non è solo un omaggio ad un’attrice, ma a un simbolo, a una femminilità e a una napoletanità che hanno conquistato il pianeta. La presenza di Carlo Ponti al nostro fianco non è quella di un semplice testimone, ma di un guardiano di quella fiamma, che rende questo spettacolo un atto d’amore corale, intimo e universale allo stesso tempo. Un abbraccio tra un figlio e la sua mamma, e tra una città e la sua diva eterna’”.
Quali emozioni avete provato nel rendere omaggio a Sophia Loren in modo così speciale?
“E’ stata proprio la città a rispondere con un’emozione che ha superato ogni aspettativa. L’emozione che abbiamo provato sta nel vedere quanto amore questa città riversa verso la sua madrina Sophia Loren. Un affetto così travolgente che ha spinto gli organizzatori ad aggiungere una nuova data: il 22 febbraio lo spettacolo tornerà a celebrare la diva, per rispondere a una richiesta che continua a crescere. Il tributo ha già fatto tappa con grande successo a Los Angeles e Chicago, dimostrando che la potenza della sua immagine e la magia della musica napoletana sanno emozionare pubblici di ogni latitudine”.
Napoli è una città ricca di cultura e tradizioni. In che modo pensate che la fusione tra musica e cinema possa arricchire l’esperienza degli spettatori?
“In un’epoca in cui tutto sembra dover passare attraverso filtri digitali, intelligenza artificiale e algoritmi social, il segreto del nostro successo risiede nella sua semplicità quasi radicale. La musica e il cinema si sono sempre incontrati, Non stiamo facendo niente di nuovo. Ma in un contesto sociale dove l’intelligenza artificiale e i social hanno un ruolo così predominante, le cose semplici possono acquistare un sapore importantissimo. Questo spettacolo è fatto di valori, non di effetti speciali. Non è un film, ma è un concerto dedicato a una leggenda vivente. In un mondo ipertecnologico, la vera innovazione è tornare all’essenziale. Alla voce di un tenore. Alle immagini di un’attrice immortale. Alla presenza discreta e orgogliosa di un figlio che guarda sua madre con gli stessi occhi di sempre. Non c’è bisogno di ricreare Sophia Loren con l’intelligenza artificiale: lei è lì, leggenda vivente, e basta proiettare le sue immagini perché il cinema riviva nella musica, e la musica nel cinema”.
Avete in mente altri progetti?
“Se il successo napoletano ha già spinto ad aggiungere una data, il futuro si annuncia ancora più ricco. Un tour nazionale e internazionale è già in fase di definizione, e ci terrà impegnati nei prossimi mesi. Ma la vera novità, forse la più bella, è quella che va oltre il palcoscenico. Tra noi due si è creato un rapporto di profonda amicizia, che apre scenari entusiasmanti. Non ci poniamo limiti per progetti futuri, perché quando l’arte incontra il cuore, non si può che guardare avanti con fiducia”.
Guardando al futuro, come immaginate la scuola ideale per i giovani di domani?
“Non abbiamo dubbi: crediamo che la scuola debba essere un punto cardine nella vita di ognuno. Deve prepararti alla vita di tutti i giorni e al sacrificio per raggiungere gli obiettivi che ci si pone. La scuola è un punto focale di una società sana. C’è un altro tassello fondamentale in questa visione: il ruolo dell’arte e della musica nella formazione dei giovani. La musica è vita. L’arte è vita. E ignorantemente viene posta sempre in secondo piano nelle scuole di tutto il mondo. L’arte ha un ruolo fondamentale nella formazione di un individuo. Tanti episodi di violenza si potrebbero placare facendo vedere l’arte e la sua bellezza in tutte le sue forme. L’arte va messa nella giusta dose nella vita scolastica di ogni individuo”.
In che modo ritenete che l’educazione musicale e artistica dovrebbe essere insegnata agli studenti?
“In un’epoca in cui si tagliano i fondi all’educazione musicale e artistica, ricordiamo che l’arte non è un lusso, ma una necessità. È uno strumento di pace, di crescita, di umanità. È ciò che può salvare i giovani dall’imbarbarimento, dalla violenza, dall’insensibilità. L’arte educa lo sguardo, affina l’anima, insegna a riconoscere la bellezza dentro e fuori di sé. Un individuo formato all’arte è più completo, consapevole e capace di empatia”.
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