Nicolò Filippucci: ‘Sogno una scuola che stimoli la curiosità degli studenti’
Di Sara Morandi
Nicolò Filippucci è un giovane talento emergente della musica italiana, la cui carriera è iniziata precocemente e ha già lasciato un’impronta significativa nel panorama musicale. Nato nel 2006 a Castiglione del Lago, Nicolò ha mostrato sin da piccolo una spiccata inclinazione per la musica, ispirato dalla madre. A soli sette anni, ha iniziato a esplorare questo mondo, e a nove anni ha debuttato nel coro delle voci bianche del Conservatorio Morlacchi di Perugia. La sua esperienza si è arricchita ulteriormente nel 2023, quando ha raggiunto il secondo posto nella finale di NYCanta a New York. La sua ascesa continua nel 2024 con la partecipazione al programma “Amici”, dove si è distinto per il suo talento interpretativo e la sua capacità di scrittura emotiva. Nel 2025, Nicolò ha trionfato in Sanremo Giovani, ottenendo l’accesso al prestigioso Festival di Sanremo 2026 nella categoria Nuove Proposte con il suo singolo “Laguna”. Questo brano, presentato in anteprima a Sanremo Giovani, mette in luce la straordinaria potenza vocale di Nicolò e invita il pubblico a riflettere sulla bellezza di ciò che rimane, anche quando tutto sembra perduto. Con la sua musica, Nicolò Filippucci continua ad ispirare e a connettere anime attraverso l’arte del suono.
Dopo la sua avventura sanremese, il cantautore si prepara a presentare la sua musica in un evento tutto suo. Il 13 aprile 2026, terrà il suo debutto ai Magazzini Generali di Milano con il concerto intitolato “LA PRIMA VOLTA INSIEME”.
E mentre la sua carriera musicale decolla, Nicolò sogna una scuola che possa stimolare la curiosità degli studenti, un luogo dove l’apprendimento sia alimentato dalla passione e dalla scoperta continua. Crede fermamente che un ambiente educativo che incoraggia la curiosità possa motivare i giovani a studiare e ad apprendere nuove cose, rendendo l’istruzione un’avventura entusiasmante.
Il tuo nuovo singolo “Laguna” è stato descritto come una power ballad intensa e viscerale. Cosa ti ha ispirato a scrivere questo brano e come hai sviluppato il suo tema principale?
““Laguna” nasce intorno ad una storia d’amore. Mi sono ritrovato molto in questa storia, quindi tutto nasce dal desiderio di raccontare dei sentimenti, sicuramente. È una ricerca anche personale, che risale alla mia adolescenza, di ciò che ho provato anch’io. Per questo motivo ho deciso di portare questo pezzo, anche per la necessità di esprimere sentimenti ed emozioni”.
La tua carriera è iniziata molto presto. Hai debuttato nel coro delle voci bianche del Conservatorio Morlacchi di Perugia a soli nove anni. Come pensi che questa esperienza abbia influenzato il tuo percorso artistico?
“È stata una bellissima esperienza, un primo approccio al canto, senz’altro. Ho imparato tanto, anche se ero piccolo, perché avevo solo nove anni. Questo primo approccio è stato sicuramente utile per gettare le basi, no? Ricordo che mi divertivo molto quando andavo lì; è sicuramente un bel ricordo”.
Sanremo Giovani è un traguardo importante. Come ti senti a esibirti su un palco così prestigioso e cosa speri che il pubblico colga dalla tua performance di “Laguna”?
“Provo sicuramente tante emozioni: sono molto contento. Un pochino di ansia c’è, ma credo sia normale. Sono parecchio gasato e spero, con “Laguna”, di portare me stesso, di esprimere quello che provo, di condividere le mie emozioni con il pubblico. Del resto la musica è unione, nel senso che molte persone si rispecchiano nei brani degli artisti. Credo che “Laguna” sia anche un pezzo inclusivo, perché parla di qualcosa che abbiamo vissuto tutti, e quindi spero che il pubblico apprezzi questo brano”.
Immagina la tua scuola dei sogni. Se potessi creare una scuola ideale per come la vorresti? Pensando ai giovani del futuro.
“Creerei una scuola, e forse la rinnoverei un po’. Userei gli strumenti che sono stati messi a disposizione della nostra generazione, strumenti che, se utilizzati in modo corretto, sono estremamente utili. So che non è facile e che molti professori si impegnano continuamente per farlo: alimentare la curiosità dei ragazzi. Sono sempre stato un ragazzo curioso e ricordo che alcuni professori riescono davvero a stimolare questa curiosità. Se la curiosità viene alimentata, i ragazzi, secondo me, sono più motivati a studiare e ad apprendere nuove cose”.
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