Mobilità, riapertura del tavolo negoziale sul CCNI. Cisl Scuola: ‘Linea dell’Amministrazione non condivisibile’

Si è svolto lo scorso 19 ottobre l’incontro tra Ministero e sindacati per la riapertura del tavolo negoziale sul CCNI sulla mobilità, convocato dalla Direzione Generale del Personale del Ministero per dar seguito a quanto previsto dall’ordinanza 69476 del Tribunale di Roma che, per effetto del ricorso esaminato, ha individuato un comportamento antisindacale da parte del Ministero stesso in occasione del CCNI sottoscritto il 27 gennaio 2022, imponendo di riaprire il negoziato.

Nonostante l’opposizione alla sentenza presentata dal Ministro, che a suo tempo non si era costituito in giudizio, e in attesa che sia fissata la relativa udienza, secondo quanto riportato dalla Cisl Scuola, l’Amministrazione ha comunque ritenuto di dover dare esecuzione alla sentenza stessa nel rispetto dei tempi previsti.

In avvio dell’incontro, il Ministero ha presentato un nuovo testo contrattuale (la cui vigenza dovrebbe riguardare il biennio 2023/2025), nel quale vengono recepite tutte le modifiche legislative intervenute successivamente alla firma del contratto del 27 gennaio scorso. Si tratta anzitutto di quelle (conversione in legge del D.L.21/2022) con le quali sono stati annullati i vincoli prima previsti per il personale assunto fino all’a.s. 2021/22, di cui il CCNI aveva dovuto tenere conto, ma già superati per le ultime operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisoria; inoltre, di quelle introdotte per effetto del D.L.36/2022 convertito dalla Legge 79/2022, che impongono nuovi vincoli per gli assunti dal 2022/23, facendo venir meno per loro la possibilità di fare domanda nel primo anno di assunzione, come prevedeva il CCNI ora nuovamente in discussione.

Per la Cisl Scuola, il tavolo riconvocato si trova di fronte a una situazione complessa con conseguente adeguamento del contratto integrativo oggi rimesso in discussione, ma che lo sarebbe stato comunque per effetto del nuovo CCNL e delle norme di legge intervenute ex novo.

In ogni caso la Cisl Scuola, nel corso dell’incontro, ha affermato, in premessa, “la piena validità delle operazioni di mobilità per l’a.s.2022/23, che hanno consentito a oltre 15.000 docenti ‘vincolati’ di ottenere il trasferimento”.

Il Sindacato di Ivana Barbacci ha quindi evidenziato come, indipendentemente dalla sentenza, “il CCNI del 27 gennaio avrebbe dovuto comunque essere aggiornato alla luce delle nuove disposizioni di legge che hanno nel frattempo eliminato i vincoli previsti in precedenza per tutti gli assunti fino al 2021/22”.

La Cisl Scuola ha infine sottolineato come “la sottoscrizione del nuovo CCNL, per il quale è in corso la trattativa all’ARAN, comporterà comunque, come logica conseguenza, la necessità di definire un nuovo CCNI per disciplinare le operazioni di mobilità a partire dal 2023/2024 con le regole che saranno previste dal CCNL stesso, sciogliendo anche i nodi che al tavolo di trattativa con l’ARAN saranno in discussione per quanto riguarda il complesso rapporto tra legge e contratto in materia di mobilità del personale. Nel merito dei vincoli introdotti dal D.L.36/2022, che prevedono il nuovo obbligo di permanenza per un triennio non più sulla sede di titolarità, bensì sulla scuola in cui si è svolto il periodo di prova, la Cisl Scuola ha dichiarato di non condividere la linea interpretativa del Ministero che intende darne applicazione anche agli assunti dal 2022/23. L’Amministrazione ha manifestato l’esigenza di proseguire nella trattativa calendarizzando incontri settimanali”.

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