In arrivo il docente per l’inclusione: la Commissione Cultura approva la proposta di legge della Lega. I nodi aperti
Via libera in Commissione Cultura della Camera alla proposta di legge della Lega che punta a introdurre la qualifica di “docente per l’inclusione”, una definizione che supera quella tradizionale di docente di sostegno e che, nelle intenzioni dei proponenti, mira a riconoscere e valorizzare in modo più ampio le competenze professionali legate alla didattica inclusiva. L’approvazione in sede referente è arrivata nei giorni scorsi in Camera dei deputati, all’interno della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione. A darne notizia è stata la deputata Giovanna Miele, prima firmataria del testo, che ha espresso soddisfazione per il passaggio parlamentare e auspicato un iter rapido verso l’Aula.
Oltre il sostegno: il senso di un cambio di prospettiva
Secondo la promotrice, il provvedimento intende riconoscere formalmente il lavoro quotidiano di migliaia di insegnanti impegnati a garantire il diritto allo studio agli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali. Non solo attraverso un nuovo profilo professionale, ma anche – ed è questo un punto politicamente significativo – mediante un cambio lessicale che punta a ridefinire il ruolo stesso del docente. Il passaggio da “docente di sostegno” a “docente per l’inclusione”, viene sottolineato, non sarebbe un semplice esercizio nominalistico, bensì un segnale culturale: l’inclusione come responsabilità condivisa dell’intera comunità scolastica, e non come funzione accessoria o separata.
Formazione e competenze: il nodo centrale
Nel testo approvato in Commissione è prevista anche la promozione della formazione dei docenti curricolari, con l’obiettivo di rafforzare le competenze inclusive all’interno della didattica ordinaria. Un aspetto che intercetta un tema da tempo al centro del dibattito pedagogico: l’inclusione non può essere demandata esclusivamente a una figura “specialistica”, ma richiede un investimento strutturale sulle professionalità di tutti i docenti.
Resta però aperta la questione di come questa nuova qualifica si tradurrà concretamente: sul piano giuridico, contrattuale e organizzativo. Quali saranno i requisiti? Ci sarà una ridefinizione dei percorsi di formazione iniziale e in servizio? E come si eviterà che il nuovo profilo resti un’etichetta priva di ricadute reali nelle scuole?
Una riforma da seguire con attenzione
La Lega rivendica l’intervento come parte di un più ampio progetto di rinnovamento del sistema scolastico. Al di là delle dichiarazioni politiche, il passaggio parlamentare riaccende una riflessione che la scuola italiana conosce bene: l’inclusione come valore fondante, ma anche come pratica complessa, che richiede risorse, competenze e visione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Solo gli utenti registrati possono commentare!
Effettua il Login o Registrati
oppure accedi via