Il Manifesto della Scuola che sogniamo

Quali possono essere i modelli di scuola capaci di renderla una comunità costruttrice della più ampia comunità sociale? Quali gli ingredienti in grado di affascinare i giovani, di far scattare in loro la scintilla del sapere, ma anche di mobilitare gli animi e le coscienze? Ricerchiamoli insieme!

Ogni mese presenteremo un modello e lanceremo un dibattito aperto tra i lettori. Racconteremo le esperienze già in essere, daremo la parola ai protagonisti e agli esperti, raccoglieremo i vostri commenti e i vostri progetti. Ne discuteremo in webinar dedicati, nei quali potrete essere primi attori, invitando le persone alle quali più tenete.

E a fine anno tireremo le somme in una pubblicazione che racchiuderà i risultati di questo comune impegno (sarà la visione di scuola di tutti noi), che presenteremo in un grande convegno alla presenza delle istituzioni e di esperti di livello nazionale e internazionale, aperto a tutta la comunità dei lettori di Tuttoscuola.

Per realizzare insieme un sogno e per contribuire, in compagnia e dal basso, all’arricchimento culturale e professionale della scuola italiana. Partecipa anche tu!

E’ difficile oggi, più di ieri, essere insegnanti. La società si è fatta più complessa, le trasformazioni continue ci mettono di fronte a problemi sempre nuovi e ci obbligano a ricominciare mille volte, ci vorrebbe un sostegno sociale e istituzionale che non sentiamo di avere, anzi spesso sperimentiamo la solitudine di chi va contro corrente. Insomma è faticoso.

Ma se potessimo con una bacchetta magica far apparire la scuola dei nostri sogni, come sarebbe? Se potessimo dare ai nostri studenti la migliore delle scuole possibili, per ciascuno di loro, quale che sia la situazione di partenza, la collocazione sociale, la cultura famigliare, la posizione economica, quale scuola sarebbe?

Ci piacerebbe una scuola capace di rispondere ai bisogni e alle esigenze di ciascun alunno, capace di proporre una didattica su misura, quali che siano le differenze che pure caratterizzano ogni aula scolastica, in grado di valorizzare le attitudini e i talenti di ognuno. Una scuola che riconosca la multiformità delle intelligenze, nella quale la diversità, che è sempre sfidante, sappia far scaturire creatività, soluzioni nuove, così che nessuno resti indietro e nessuno si senta fuori posto.

Una scuola che non dia risposte a problemi mai posti, che dia domande capaci di suscitare stupore, di generare ricerca.  Una scuola che introduca ai tanti linguaggi del sapere, capace di educare alla bellezza, all’arte, alla musica. Una scuola con il cuore verde, che porti a conoscere, amare e prendersi cura dell’ambiente, nostra casa comune. Una scuola nella quale ci sia posto per una tecnologia amica, che renda l’ambiente di apprendimento più stimolante per tutti. Una scuola del noi, dove si impara insieme, collaborando, condividendo, basata sul dialogo e sulla fiducia. Una scuola aperta, che aiuti a portare oltre l’aula quanto in aula si apprende, ma anche il contrario: che porti dentro l’aula le esperienze e gli apprendimenti che si possono realizzare in altri contesti, di lavoro, di volontariato, di sport. Una scuola che è dentro la propria comunità come luogo centrale, che nutre le radici della memoria e incoraggia all’avventura del futuro. E questo insieme, costruttrice della più ampia comunità sociale.

Pensiamo che una scuola con questi ingredienti sia in grado di affascinare i giovani, di far scattare in loro la scintilla del sapere, ma anche di mobilitare gli animi e le coscienze. Perché la scuola ha una grande missione, fondamentale per la società, di cui oggi si sente forse ancora più bisogno: quella di educare la persona (e per questo è la più grande alleata dei genitori) e di svilupparne il pensiero critico.

Che ne dite? E’ un sogno, certamente.

Ma anche qualcosa di più. In tante parti del nostro Paese, in tante scuole di grandi città o di piccoli paesi, ci sono insegnanti e dirigenti che stanno trasformando questo sogno in realtà.

Con tutta la difficoltà, con tutti i limiti, con tutta la fatica, le loro esperienze ci dicono che i sogni si possono anche realizzare. Meglio se si è in tanti a condividere lo stesso sogno e a lavorare allo stesso cantiere: “se si sogna da soli, è solo un sogno. Se si sogna insieme, è la realtà che comincia”.