Dipendenze digitali, a Firenze una task force di docenti formati per intercettare il disagio a scuola

Una “task force” di docenti formati sulle dipendenze digitali, capace di intercettare precocemente il disagio degli studenti e di attivare percorsi di prevenzione nelle scuole. È questo l’obiettivo dell’iniziativa promossa da Fondazione CR Firenze, che ha messo a disposizione 18 borse di studio per consentire ad altrettanti insegnanti di accedere gratuitamente al Master universitario di II livello in Clinica e assessment delle dipendenze comportamentali giovanili attivato dall’Università di Firenze.

Le borse sono destinate a docenti di dieci istituti secondari di primo e secondo grado della Città Metropolitana di Firenze e mirano a costruire una rete di competenze specialistiche direttamente all’interno delle scuole. Al termine del percorso formativo, gli insegnanti coinvolti opereranno nei rispettivi contesti scolastici, raggiungendo potenzialmente circa 10 mila studenti.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Fondazione CR Firenze, Università di Firenze e Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, con l’intento di affrontare in modo strutturato i disturbi legati all’uso problematico delle tecnologie digitali, in particolare smartphone, social media e gioco online. Un fenomeno che, pur senza demonizzare l’uso dei dispositivi, mostra segnali di crescente criticità.

I dati raccolti dal Laboratorio di Psicologia della Salute dell’Ateneo fiorentino, che dal 2010 ha condotto circa 60 studi sui disturbi da uso di internet, evidenziano infatti come una quota tutt’altro che marginale di giovani segnali difficoltà nel controllo dell’utilizzo dei dispositivi digitali. Tra il 4% e il 5% degli studenti coinvolti in ricerche scolastiche riferisce un uso dei social che compromette le attività quotidiane; percentuali analoghe emergono per il gioco online, mentre uno studio su quattro, tra i giovani, indica difficoltà a limitare l’uso dello smartphone anche in presenza di conseguenze negative.

È proprio da questa doppia consapevolezza – evitare allarmismi e, al tempo stesso, individuare precocemente le situazioni di rischio – che nasce il Master, attualmente unico in Italia a livello universitario a essere interamente dedicato alle dipendenze comportamentali non legate all’uso di sostanze. Il percorso prevede 250 ore di didattica e 150 ore di tirocinio, con l’obiettivo di fornire competenze cliniche e strumenti operativi per la prevenzione e l’educazione digitale. Per i docenti, in particolare, la formazione è orientata alla progettazione di interventi di sensibilizzazione e di automonitoraggio rivolti agli studenti.

Le attività di tirocinio coinvolgeranno direttamente i plessi scolastici di appartenenza dei docenti selezionati, tra cui istituti tecnici, licei, istituti professionali e un istituto comprensivo del territorio fiorentino, rafforzando il legame tra formazione universitaria e pratica educativa.

«Nel suo ruolo di osservatorio sul territorio – ha spiegato Maria Oliva Scaramuzzi, vicepresidente di Fondazione CR Firenze – la Fondazione ha colto il tema delle dipendenze digitali come una spia significativa del disagio giovanile. Abbiamo scelto di investire sulla formazione dei docenti, perché sono loro, a scuola, a poter intercettare per primi i segnali di malessere». Un’iniziativa che, ha aggiunto, testimonia l’efficacia della collaborazione tra istituzioni nel dare risposte concrete a problemi emergenti.

Sulla stessa linea la rettrice dell’Università di Firenze, Alessandra Petrucci, che ha sottolineato come gli insegnanti siano figure chiave nell’individuazione precoce del disagio, in un contesto in cui il digitale offre opportunità ma anche rischi, soprattutto per le giovani generazioni. Per l’USR Toscana, infine, l’esperienza si inserisce pienamente nella necessità, ribadita anche a livello europeo, di sviluppare competenze digitali consapevoli lungo tutto l’arco della vita.

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