Compiti delle vacanze: docenti incrementano la lista tramite registro elettronico
Una scena già vista: anche quest’anno metà degli studenti delle scuole medie e superiori sono stati letteralmente caricati di compiti e la maggior parte ha continuato a ricevere assegnazioni anche dopo l’ultima campanella, grazie (per così dire) al registro elettronico. È quanto emerge dal monitoraggio di Skuola.net sui compiti delle vacanze, effettuato quando siamo ormai al giro di boa della pausa estiva, raccogliendo le testimonianze di circa 1.000 alunni delle classi secondarie di primo e secondo grado. Quest’anno, circa 3 alunni su 4 delle scuole secondarie hanno ricevuto esercizi da svolgere durante la lunga pausa: un dato in linea con quanto rilevato lo scorso anno, ma figlio non tanto della magnanimità dei docenti quanto della discontinuità nei passaggi tra medie e superiori come anche tra primo biennio e triennio finale superiori.
Le assegnazioni spesso arrivano a scuole chiuse
Ma c’è, purtroppo, di più: ignorando completamente le raccomandazioni del Ministro Giuseppe Valditara, solo il 40% del campione intervistato ha ricevuto tutte le assegnazioni entro l’ultimo giorno di scuola. Per il restante 35% qualche integrazione è stata diramata successivamente tramite il registro elettronico, mentre il 25% ha ricevuto con questa modalità addirittura la maggior parte dei compiti per le vacanze.
“Limitare l’uso del registro elettronico da parte dei docenti in orario non scolastico – fa notare Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net – a questo punto sta diventando un imperativo categorico perché, a quanto pare, le raccomandazioni restano tali: è inaccettabile che gli studenti e le famiglie debbano vivere i momenti di pausa didattica perennemente connessi al registro per paura che qualche docente si svegli e assegni compiti da svolgere in tempo per il rientro in classe”.
“Liste della spesa” che possono rovinare l’estate
Inoltre, a prendere sul serio i compiti per le vacanze, il carico di lavoro che ne deriva è decisamente impegnativo: il 49% lo considera “molto impegnativo ma fattibile”, mentre un ulteriore 25% arriva addirittura a definirlo eccessivo o infattibile. Soltanto il 21% parla di un equilibrio soddisfacente e appena il 5% ritiene i compiti realmente leggeri.
A metà estate pochi possono dirsi davvero tranquilli
Forse anche per questo, arrivati grosso modo al giro di boa delle vacanze, le ragazze e i ragazzi intervistati si dicono ancora piuttosto indietro sulla tabella di marcia. Solo uno su dieci ha ormai concluso – o quasi – il lavoro estivo, mentre un ulteriore 20% ha superato la metà del programma. La fetta più consistente (42%), invece, non è ancora arrivata a metà dell’opera e oltre uno su quattro (28%) ammette di aver fatto pochissimo o addirittura di non aver ancora aperto libri e quaderni. Nonostante ciò, prevale l’ottimismo: oltre sette studenti su dieci sono convinti che arriveranno a settembre con tutti – o quasi tutti – i compiti terminati, mentre poco più di uno su quattro teme di presentarsi al rientro con una parte consistente del lavoro ancora da completare.
L’IA entra anche nei compiti delle vacanze
Uno dei passaggi più interessanti dell’edizione 2026 dell’Osservatorio di Skuola.net riguarda il ricorso agli strumenti digitali, sempre più imponente. Soltanto il 22% ha dichiarato di voler affrontare i compiti esclusivamente in maniera “analogica”. Tutti gli altri prevedono di farsi aiutare dalla tecnologia: il 40% soprattutto attraverso risorse tradizionali (ricerche online, siti specializzati e piattaforme di appunti), il 20% principalmente con l’Intelligenza Artificiale, mentre un ulteriore 18% utilizza indistintamente chatbot e risorse web tradizionali. In pratica, quasi otto studenti su dieci porteranno almeno un po’ di tecnologia nello svolgimento dei compiti estivi.
I genitori fanno un passo indietro
Se cresce il peso del digitale, diminuisce invece quello delle famiglie. Il 57% degli studenti racconta che i genitori lasciano completamente a loro la responsabilità di organizzare e svolgere i compiti; una quota in ascesa, seppur lievemente, rispetto agli anni scorsi. Solo il 13% sta ricevendo un aiuto costante, mentre il 30% sa di poter contare sui genitori solo in caso di difficoltà. Un segnale di maggiore autonomia, ma anche della volontà delle famiglie di non trasformare le vacanze in una seconda scuola.
Italiano resta il “Re” delle vacanze
Entrando nel pratico, anche quest’anno la materia che accompagnerà più studenti durante il periodo di riposo è Italiano: lo indica al primo posto il 37% degli intervistati, probabilmente anche per effetto delle tradizionali letture estive. A seguire c’è un altro pilastro dei compiti estivi: Matematica, segnalata come disciplina più “invadente” dal 25% del campione. Tra gli studenti delle superiori si conferma, poi, il peso delle Lingue classiche, indicate da un liceale su quattro. Marginale, invece, appare il ruolo delle Lingue straniere (7%), Storia e Geografia (3%) e tutte le altre discipline.
Anche i compiti cambiano: un terzo riceve attività “creative”
Accanto agli esercizi tradizionali, continua a farsi strada una didattica più originale. Un terzo degli studenti (33%) racconta di aver ricevuto almeno un “compito creativo”: attività insolite, progetti, esperienze, produzioni personali o altri elaborati alternativi agli esercizi classici. E, a differenza dei compiti tradizionali, questi sembrano incontrare un’accoglienza decisamente migliore: oltre tre quarti degli studenti assicurano che li porteranno tutti a termine, mentre nessuno dichiara apertamente di volerli ignorare. A dimostrazione che, probabilmente, il problema non è soltanto la quantità dei compiti, ma anche il modo in cui vengono pensati e proposti.
Gli studenti restano fortemente contrari, i genitori un po’ meno
E poi c’è il piano sociologico. Alla fine, questi compiti, come vengono “digeriti” dalle famiglie? Due studenti su tre continuano a vedere gli esercizi estivi come un’usanza da ridimensionare: il 24% vorrebbe abolirli del tutto e il 43% li accetterebbe soltanto se molto contenuti dal punto di vista numerico. I favorevoli sono circa uno su tre (33%). Più indulgente (e forse avveduto) il giudizio attribuito dai genitori: quasi due famiglie su tre (62%) – così almeno dicono i loro figli – considerano i compiti comunque utili per mantenere allenata la mente. Una porzione assolutamente rilevante – il 38% – li percepisce però come un ostacolo, più o meno marcato, alle vacanze estive.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Solo gli utenti registrati possono commentare!
Effettua il Login o Registrati
oppure accedi via