GPS 2026/28 e certificazioni DigComp: ‘Valgono solo se Accredia’. Cosa cambia davvero per il punteggio

Nel webinar Tuttoscuola dello scorso 23 febbraio, “GPS 2026/28: come massimizzare il tuo punteggio”, una delle questioni più delicate – e più ricercate dai docenti in vista dell’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2026/2028 – è emersa con chiarezza: le certificazioni digitali contano, ma solo se rilasciate da enti accreditati e verificabili nella banca dati Accredia. Un punto che incide direttamente sul punteggio GPS 2026/28, soprattutto per chi punta a ottenere fino a 4 punti attraverso le certificazioni informatiche riconosciute. A fare chiarezza, con un taglio operativo, è stato Franco Fontana (Intertek), che ha richiamato l’attenzione su un passaggio spesso sottovalutato: non basta “avere” una certificazione DigComp, serve che sia formalmente accreditata.

“Accredia non certifica: accredita”

Il primo equivoco da sciogliere riguarda proprio il ruolo di Accredia.

«», Attenzione: Accredia non certifica, Accredia accreditaha spiegato Fontana. L’ente unico nazionale di accreditamento autorizza gli organismi a certificare e ne verifica nel tempo il rispetto degli standard. Non si tratta di un controllo iniziale una tantum, ma di una vigilanza continuativa.
Per le GPS 2026/28, questo significa una cosa molto concreta: la validità della certificazione – e quindi del punteggio attribuibile nelle tabelle titoli – passa dalla tracciabilità dell’ente certificatore. Se l’organismo non risulta accreditato per lo specifico schema di certificazione delle persone (norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024), il titolo rischia di non essere riconosciuto.

GPS 2026/28: come verificare se una certificazione DigComp è valida

Il controllo, ha ricordato Fontana, non è teorico. «Se avete dubbi, andate sul sito di Accredia», ha suggerito, indicando una procedura precisa:

  1. Cercare l’organismo certificatore nella banca dati pubblica.

  2. Verificare che sia accreditato per la certificazione delle persone.

  3. Controllare che nel campo di accreditamento compaiano le voci relative a DigComp 2.2 o DigCompEdu.

Un passaggio che, secondo quanto spiegato nel webinar, rientra anche nei controlli amministrativi: «Il Ministero… mette nome, cognome e codice fiscale e verifica se la persona è certificata».

Per chi si chiede quali certificazioni sono valide per le GPS 2026/28, la risposta è dunque doppia: devono essere coerenti con il framework europeo e devono essere rilasciate da enti accreditati e verificabili.

DigComp 2.2 e DigCompEdu: differenze e complementarità

Nel dibattito sulle certificazioni DigComp per le GPS 2026/28, spesso emerge una domanda: meglio DigComp 2.2 o DigCompEdu?

Fontana ha chiarito la distinzione:

  • DigComp 2.2: misura le competenze digitali di cittadinanza (informazione e dati, comunicazione e collaborazione, creazione di contenuti, sicurezza, problem solving).

  • DigCompEdu: valuta le competenze digitali per la didattica, cioè la capacità del docente di integrare il digitale nei processi di insegnamento-apprendimento.

«Questo framework non misura il livello digitale del docente, ma la capacità di usare il digitale per insegnare», ha precisato.

La scelta ministeriale di riconoscere entrambe le certificazioni nelle tabelle titoli GPS 2026/28 suggerisce una logica complementare: se si insegna con il digitale, occorre sia possedere competenze di base solide, sia saperle applicare in chiave pedagogica.

Esami e livelli: non una “bocciatura”, ma una fotografia delle competenze

Un altro nodo che interessa molti aspiranti riguarda la struttura dell’esame e il timore di non superarlo.

«Non è un esame che prevede la bocciatura: definisce una fotografia del livello di padronanza», ha spiegato Fontana. Il modello è incrementale: il candidato ottiene un livello (da base ad altamente specializzato), coerente con il framework europeo.

In questo senso, la certificazione non è solo uno strumento per aumentare il punteggio GPS con certificazioni digitali, ma anche un dispositivo di autovalutazione professionale.

Proctoring e controlli: come funziona la sorveglianza

Sulla modalità di svolgimento, Fontana ha descritto un sistema di proctoring a distanza: «C’è un proctor… qualunque cosa succeda, interviene». In caso di problemi tecnici, la prova può riprendere o ricominciare, a seconda del momento dell’interruzione.

Il messaggio è stato chiaro: la finalità è garantire regolarità e tutela del candidato, non penalizzare.

Il nodo dei 4 punti: “per ciascuna” certificazione, ma fino a un massimo

Resta però una questione aperta che interessa direttamente chi punta a massimizzare il punteggio: le tabelle titoli delle GPS 2026/28 parlano di punteggi attribuiti “per ciascuna” certificazione, ma fissano un tetto massimo complessivo di 4 punti.

Cosa accade in presenza di più certificazioni analoghe? È possibile sommare più DigComp dello stesso tipo?

Fontana è stato prudente: «Purtroppo non posso dare una risposta certa». La lettura più logica è che il massimo dei quattro punti si raggiunga sommando certificazioni diverse, ma serve un chiarimento ufficiale del Ministero per sciogliere ogni dubbio interpretativo.

Anche perché, sul piano tecnico, «è inusuale che una persona abbia due certificazioni uguali» e, nei sistemi accreditati, una certificazione successiva tende a sostituire la precedente.

Non solo punteggio GPS: la certificazione come investimento professionale

La frase che sintetizza lo spirito dell’intervento è quasi pedagogica: «Sfruttate l’occasione… andate fino in fondo: così avete una mappatura del vostro livello».

Il rischio, in vista dell’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze 2026/2028, è che la certificazione venga percepita solo come un titolo da caricare nella domanda online. Ma se le GPS premiano competenze certificate, la vera sfida è trasformare quell’obbligo in opportunità: crescita professionale, consapevolezza digitale, qualità della didattica.

Perché la domanda, in fondo, non è solo quanti punti vale una certificazione DigComp nelle GPS 2026/28, ma quanto valore aggiunge – concretamente – alla scuola.

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