C&C Education capofila nella diffusione degli ambienti laboratoriali

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Nel dibattito sulla scuola italiana, il tema dei laboratori sta assumendo un ruolo sempre più centrale. Non si tratta solo di dotazioni tecniche o strumenti moderni, ma di una ridefinizione del modo in cui gli studenti apprendono e si preparano al lavoro.

I dati sul mercato confermano l’urgenza di questa transizione: secondo il rapporto Unioncamere–CNEL, il 48% delle imprese italiane segnala difficoltà nel reperire personale qualificato, con punte ancora più alte nei profili tecnici e digitali.

Nel monitoraggio Excelsior, le imprese hanno previsto circa 670.000 assunzioni per laureati e 120.000 per diplomati di formazione terziaria professionalizzante. Tuttavia, quasi la metà dei giovani diplomati e laureati richiesti dalle aziende risulta “introvabile”, segnale del persistente disallineamento tra formazione e professioni emergenti.

In questo contesto, il laboratorio professionalizzante rappresenta un ponte educativo essenziale, poiché permette agli studenti di mettere alla prova idee, ipotesi e procedure attraverso l’esperienza diretta. L’apprendimento si sposta dalla sola trasmissione dei contenuti alla costruzione attiva delle conoscenze: si misura, si modifica, si verifica, si sbaglia e si riprova.

La crescente domanda di competenze tecnologiche, la transizione ecologica, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e l’espansione dei settori STEM stanno spingendo le scuole verso spazi più versatili e interdisciplinari. Laboratori scientifici, officine digitali, ambienti per l’energia rinnovabile, robotica o analisi sensoriale degli alimenti – tutti esempi presenti nelle tipologie oggi adottate dagli istituti italiani – diventano parte integrante del curricolo.

Si tratta di ambienti che facilitano l’apprendimento collaborativo, l’inclusione e l’orientamento, aiutando gli studenti a riconoscere attitudini e percorsi professionali possibili.

In questo scenario, C&C si inserisce come uno degli attori che negli ultimi anni hanno maggiormente contribuito alla diffusione di ambienti laboratoriali nelle scuole italiane. La sua attività si concentra sul supporto a istituti e docenti nella progettazione di spazi didattici innovativi, nell’integrazione delle tecnologie e nella formazione degli insegnanti. Un ruolo operativo ma anche culturale, che risponde a un’esigenza ormai condivisa: rendere la scuola un luogo in cui teoria e pratica dialogano e in cui gli studenti possano costruire competenze realmente spendibili nel loro futuro.

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