Benessere mentale e IA: a Palermo e Siracusa il convegno della Rete Scuole Dialogiche Sicilia

Sarà Palermo ad aprire, il 17 aprile, e Siracusa a chiudere, il 18, il convegno itinerante promosso dalla Rete Scuole Dialogiche Sicilia, un’iniziativa che mette al centro una delle questioni più urgenti per il mondo dell’istruzione: il benessere mentale degli studenti nell’era dell’iperconnessione e dell’intelligenza artificiale.

L’evento, aperto a tutte le istituzioni scolastiche sia in presenza sia in diretta streaming, si propone come spazio di riflessione condivisa tra scuola, famiglia e servizi del territorio, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali e studiosi di rilievo nazionale, tra cui la prof.ssa Daniela Lucangeli e il prof. Emanuele Frontoni.

Il confine tra umano e digitale

Al centro del convegno, una domanda che attraversa oggi tutte le comunità educative: come sta cambiando il modo di apprendere, sentire e relazionarsi degli studenti nell’interazione continua con le tecnologie digitali?

L’approccio scelto è quello dialogico, che punta a trasformare il disorientamento generato dall’eccesso di stimoli digitali in occasione di crescita relazionale e consapevolezza. Non si tratta, dunque, di contrapporre umano e tecnologico, ma di esplorarne il confine, individuando pratiche educative capaci di integrare l’innovazione senza smarrire la dimensione emotiva e sociale dell’apprendimento.

Neurosviluppo e prevenzione: una sfida educativa

Un passaggio cruciale riguarda la tutela del neurosviluppo, sempre più esposto a sollecitazioni che incidono sui processi cognitivi e affettivi. L’iperconnessione, se non governata, può generare fragilità, difficoltà attentive, isolamento.

Da qui l’esigenza, sottolineata dagli organizzatori, di promuovere azioni di prevenzione e cura educativa fondate su un approccio multidisciplinare e integrato. La scuola è chiamata a lavorare in rete con famiglie, servizi sociali e sanitari, costruendo percorsi condivisi che mettano al centro la persona.

La comunità educante come risposta

Il convegno rilancia una visione già cara alla Rete Scuole Dialogiche: la scuola come comunità, e la comunità che si fa scuola. Il dialogo, in questa prospettiva, non è solo metodologia didattica, ma dispositivo relazionale capace di generare appartenenza, fiducia e responsabilità condivisa.

Un modello che interroga direttamente dirigenti e docenti: quali spazi di ascolto reale esistono oggi nelle scuole? Quanto le pratiche didattiche favoriscono lo sviluppo delle competenze sociali ed emotive? E ancora, come si può accompagnare l’uso dell’intelligenza artificiale senza delegare ad essa funzioni educative essenziali?

L’iniziativa siciliana si inserisce in un dibattito più ampio, che vede il sistema scolastico confrontarsi con trasformazioni rapide e spesso disorientanti. Ma proprio in questo scenario, il convegno propone un cambio di sguardo: non limitarsi a gestire l’emergenza, ma costruire una visione educativa capace di orientare il futuro.

La sfida, in fondo, è culturale prima ancora che tecnologica. E riguarda la capacità della scuola di restare luogo di relazione autentica, in cui il sapere si intreccia con il benessere e la crescita integrale degli studenti.

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