Alice Lupparelli: ‘Sogno una scuola in cui si insegni l’educazione all’affettività’
Photo Credits by Gioele Vettraino
Di Sara Morandi
Alice Lupparelli, giovane promessa del cinema italiano, è tra i protagonisti del nuovo film “Notte prima degli esami 3.0”, che sarà presto in tutte le sale a partire dal 19 marzo. Questa commedia, prodotta da Fulvio e Federica Lucisano per “Italian International Film” in collaborazione con Rai Cinema e, distribuita da 01 Distribution, promette di far rivivere al pubblico le emozioni degli esami di maturità, tra risate e momenti di riflessione. L’attrice, che nel film interpreta il ruolo di una maturanda, ha condiviso le sue esperienze sul set, descrivendo l’atmosfera di grande complicità e collaborazione che ha caratterizzato il cast e la troupe. Grazie alla direzione attenta di Tommaso Renzoni, Alice ha avuto l’opportunità di esplorare aspetti inediti del suo mestiere, trovando ispirazione nel lavoro di squadra. Con un background accademico che spazia dal liceo linguistico al Centro Sperimentale di Cinematografia, Alice ha saputo trasformare le sue conoscenze in uno strumento prezioso per la sua carriera. La sua capacità di adattamento le ha permesso di muoversi con naturalezza tra televisione e cinema, esplorando diverse modalità narrative. Infine, Alice ci invita a sognare una scuola ideale, dove alle tradizionali lezioni teoriche si affianchino materie pratiche. Sottolinea l’importanza di introdurre l’educazione sessuale e affettiva, considerandola fondamentale per lo sviluppo personale e relazionale dei giovani.
Raccontaci della tua esperienza sul set di “Notte prima degli esami 3.0”. Come hai vissuto il ruolo di maturanda e quali emozioni hai provato tornando sui banchi di scuola, anche se solo per finzione?
“È stato innanzitutto divertente, quando si fa commedia si ride tanto e l’atmosfera diventa più leggera pur rimanendo sempre professionale. Come dico sempre il mio lavoro mi ripaga di tante cose, anche di esperienze mai vissute. E da una parte è un po’ una rivincita. Io purtroppo ho fatto la maturità durante il Covid quindi è come se non l’avessi vissuta veramente, e grazie a questo progetto ho avuto modo di viverla, anche se “per finta”. In questo modo ho potuto, grazie al film, provare le ansie, il senso di collettività e il sentirsi parte di un qualcosa di più grande, tutti insieme. È stato quasi terapeutico per la me adolescente, che ha sempre sentito che un pezzo di questa esperienza le mancasse”!
Hai lavorato con molti attori di talento, sia giovani che affermati. C’è qualcuno in particolare nel cast di “Notte prima degli esami 3.0” con cui hai stretto un legame speciale o da cui hai imparato qualcosa di significativo?
“La più grande fonte di ispirazione e motivazione in questo progetto è stato il senso di squadra. Il gruppo che si è creato ha reso il tutto estremamente stimolante. Una grande macchina che ha reso possibile realizzare un bellissimo progetto, e spero che questa coesione tra di noi arrivi anche al pubblico. Devo ringraziare molto il regista, Tommaso Renzoni, ho amato molto il modo in cui ha soppesato il modo di lavorare con ognuno di noi in maniera diversa, leggendo necessità e propensioni individuali. Credo che sia fondamentale per la direzione di un attore e ho avuto molta stima di lui per questo, ha reso possibile che si creasse un ambiente sereno per girare e ci ha fatto sentire tutti molto valorizzati”.
Hai avuto un percorso formativo molto interessante, tra il liceo linguistico e il Centro Sperimentale di Cinematografia. In che modo pensi che la tua formazione abbia influenzato il tuo approccio alla recitazione?
“Le lingue aiutano molto a rendere il cervello più plastico, si apprendono modi diversi di comunicare, regole e schemi diversi a cui doversi adattare, che credo siano fondamentali per il mestiere dell’attore. Soprattutto quando si tratta di creare personaggi e di adattarsi a linguaggi e modi di comunicare diversi. Invece, con il Centro Sperimentale, ho imparato il senso del dovere e sicuramente mi ha aiutato a sviluppare l’identità della “me attrice”, su come tenermi sempre attiva professionalmente e a capire tecnicamente cosa funziona di più per me e cosa meno”.
La tua carriera televisiva e cinematografica include progetti come “Un Professore” e “Adorazione”. Come riesci a bilanciare questi diversi progetti e cosa ti appassiona maggiormente del lavorare in TV rispetto al cinema?
“Ho avuto la fortuna di prendere parte a progetti diversi fra loro, ed essendo ancora agli inizi della mia carriera questo mi ha permesso di imparare e di notare quanto si possano rappresentare temi e storie differenti, ma la peculiarità sta sempre nel modo in cui vengono raccontati e dal tono del progetto. Ed era una cosa di cui prima ero inconsapevole. Non si smette mai di imparare. Lo stesso vale per capire le differenze fra serie tv e film, che riguardano principalmente la velocità di realizzazione e il tipo di importanza che si dà ad una singola scena. In proporzione nel film (essendo un prodotto più “breve”) si dà più peso e cura al dettaglio, invece nelle serie si punta di più a creare un racconto pieno di avvenimenti ma comunque omogeneo, quindi dando meno peso al minimo dettaglio”.
Immagina la scuola dei tuoi sogni. Come sarebbe e quali caratteristiche fondamentali dovrebbe avere secondo te?
“La scuola dei miei sogni mi piacerebbe che avesse materie più pratiche, da affiancare allo studio teorico (molto importante) che caratterizza la scuola italiana. Ma più di tutto, vorrei che riuscissimo a introdurre finalmente nelle scuole l’educazione sessuale e affettiva perché penso sia fondamentale per aiutare i giovani a conoscere sé stessi e a costruire relazioni sane e rispettose”.
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