Rientro a scuola tra nuove regole, IA e riforme. Rusconi (ANP): ‘Edifici da ristrutturare’

L’anno scolastico 2026/27 muove i primi passi con diverse novità destinate a incidere sulla vita quotidiana delle scuole. Cambiano regole e organizzazione, prende forma la riforma dell’istruzione tecnica, si apre una nuova fase per le Indicazioni nazionali del primo ciclo e l’intelligenza artificiale entra sempre più direttamente nel dibattito sulla didattica e sul lavoro del personale. Ma, accanto alle innovazioni, restano problemi molto meno nuovi: a cominciare dalle condizioni degli edifici scolastici.

A mettere insieme alcuni dei temi di questo avvio d’anno è stato Mario Rusconi, presidente di Anp Roma, intervenuto ai microfoni del TgR.

Condotta, Rusconi: «Serve a rispettare meglio i compagni»

Uno dei primi fronti riguarda le regole sulla condotta degli studenti. Secondo Rusconi, le novità possono contribuire innanzitutto a rafforzare il rispetto all’interno della comunità scolastica: «Servono a rispettare meglio i compagni». Una questione che va oltre il voto in pagella e chiama in causa la funzione educativa della scuola. Il tema, per dirigenti e docenti, sarà infatti capire quanto le nuove disposizioni riusciranno a tradursi in strumenti educativi efficaci, evitando che la condotta venga percepita esclusivamente come un meccanismo sanzionatorio.

Caldo nelle aule e patrimonio edilizio: il nodo resta

Il ritorno sui banchi ripropone poi un problema particolarmente evidente nelle settimane caratterizzate dalle temperature più alte: quello del caldo nelle aule. «Più del 50% degli edifici scolastici hanno più di cinquant’anni, andrebbero ristrutturati. Purtroppo il problema non è mai stato preso in carico», ha sottolineato Rusconi. La soluzione, secondo il presidente di Anp Roma, non può limitarsi all’installazione dei climatizzatori: «Riteniamo che si debba intervenire con i condizionatori ma anche con gli infissi, la maggior parte li ha vecchi». Il punto riguarda quindi la qualità complessiva degli ambienti di apprendimento. Le temperature elevate rendono più evidente una questione strutturale che coinvolge manutenzione, efficientamento energetico e capacità degli edifici di rispondere a condizioni climatiche profondamente diverse rispetto a quelle nelle quali molte scuole italiane furono progettate.

L’intelligenza artificiale è già a scuola. Ma non soltanto per fare i compiti

Tra i cambiamenti più profondi c’è poi l’intelligenza artificiale. E proprio su questo terreno Rusconi invita gli adulti a non fermarsi all’interpretazione più immediata. «La maggior parte delle persone adulte pensano che l’IA venga usata dai ragazzi per far meglio il compito di latino o greco. Invece lo adoperano per avere una relazione», ha osservato. Un passaggio che sposta il problema dal semplice rischio di copiare un compito a una dimensione educativa più ampia. Se gli studenti utilizzano sistemi di IA anche come interlocutori, la scuola è chiamata a interrogarsi non soltanto sulla correttezza delle verifiche, ma sull’educazione a un uso consapevole della tecnologia, sulla capacità critica e sulla dimensione relazionale. Non a caso l’IA entra anche nel confronto sul rinnovo del CCNL Istruzione e Ricerca 2025/27: uno dei temi è proprio la costruzione di un quadro capace di accompagnare l’impiego delle nuove tecnologie nell’organizzazione del lavoro e nella didattica.

Organi collegiali a distanza: per le scuole arriva la prova dei fatti

La tecnologia entra anche nell’organizzazione interna degli istituti. Una delle novità con cui le scuole dovranno confrontarsi già nelle prime settimane riguarda infatti lo svolgimento a distanza delle attività collegiali. Il nuovo quadro apre alla possibilità di effettuare in modalità telematica, nel rispetto delle condizioni previste, anche attività collegiali a carattere deliberativo. Per gli istituti, però, non significa semplicemente trasferire una riunione dalla sala docenti a una piattaforma digitale. Occorre disciplinare concretamente le modalità di svolgimento, intervenire sul regolamento d’istituto e utilizzare strumenti in grado di assicurare le garanzie richieste. Identificazione dei partecipanti, presenze, quorum, espressione del voto e verbalizzazione diventano così questioni organizzative, oltre che tecnologiche. La prima verifica arriverà proprio con le riunioni che accompagnano l’avvio dell’anno scolastico.

Istituti tecnici, la riforma parte dalle prime

Il 2026/27 rappresenta inoltre un passaggio importante per l’istruzione tecnica, interessata dal processo di riforma previsto nell’ambito degli interventi collegati al PNRR. Il Ministero indica tra gli obiettivi il rafforzamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e della flessibilità dell’offerta formativa, insieme a una maggiore integrazione con il sistema produttivo. L’applicazione del nuovo impianto procede gradualmente, a partire dalle classi prime, e pone le scuole davanti a una sfida non secondaria: utilizzare gli spazi di autonomia senza trasformarli semplicemente in un ulteriore carico organizzativo. Sul versante della filiera tecnologico-professionale prosegue inoltre la costruzione del modello 4+2 e dei campus territoriali, pensati per mettere in relazione istituti tecnici e professionali, IeFP, ITS Academy, università e sistema produttivo.

Primo ciclo, il banco di prova delle nuove Indicazioni

Altro capitolo centrale è quello delle nuove Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo. Il documento ridisegna diversi accenti culturali e didattici: dalla centralità attribuita alla lingua italiana e alla grammatica all’attenzione per la scrittura in corsivo, fino al rapporto con le tecnologie e l’Intelligenza Artificiale. Nel testo delle Indicazioni viene ribadita, tra l’altro, l’importanza dell’alfabetizzazione di base e viene esplicitamente valorizzato l’apprendimento della scrittura in corsivo.

Per le scuole, tuttavia, il vero passaggio sarà quello dall’enunciazione alla pratica: curricolo, progettazione, formazione dei docenti e scelte didattiche dovranno rendere operative indicazioni che hanno alimentato un confronto anche acceso nel mondo scolastico.

Assicurazione sanitaria per il personale: attesa per l’avvio

Sul fronte del personale, tra le misure annunciate c’è inoltre l’attivazione della copertura sanitaria integrativa gratuita. Secondo quanto comunicato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ad agosto, il contratto è stato sottoscritto e trasmesso agli organi di controllo, con l’obiettivo di avviare la copertura in autunno per un quadriennio. La misura è destinata a un’ampia platea di lavoratori della scuola, comprendendo docenti e ATA di ruolo e a tempo determinato in possesso dei requisiti previsti, dirigenti scolastici, personale educativo e insegnanti di religione.

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