Barbacci (CISL Scuola): ‘Bene l’incremento delle assunzioni su posti comuni’. Critica per il Sostegno

Sulla situazione delle assunzioni nella scuola basta attenersi ai numeri per avere un quadro esatto della situazione, cogliendone obiettivamente e senza inutili forzature strumentali luci e ombre”. Con questo incipit la segretaria generale della Cisl-scuola, Ivana Barbacci, apre il commento sul comunicato ministeriale sulle assunzioni nella scuola, apprezzando innanzitutto l’incremento di quasi 10 punti in percentuale del numero delle immissioni ruolo di docenti su posti comuni rispetto allo scorso anno.

Le note dolenti, le ombre, riguardano invece le assunzioni sui posti di sostegno, dove molti posti restano vacanti, costringendo il ricorso a docenti precari per colmarli.

La Barbacci non lo esplicita chiaramente, ma si sa che moltissimi posti sono assegnati per legge a supplenti in quanto attivati in deroga con funzionamento fino al 30 giugno.

Sono posti di sostegno di fatto che non possono essere messi a concorso né utilizzati per la mobilità dei docenti. Sono soltanto coperti da docenti precari.

Posti di sostegno in deroga che costituiscono il vulnus del sistema, ostacolo strutturale alla stabilizzazione che tende inesorabilmente a crescere ogni anno, mentre i posti stabili in organico di diritto sono bloccati da alcuni anni a 128.170, coperti ormai per l’85% da docenti di ruolo vincitori di concorso o provenienti da graduatorie.

L’andamento dei posti di sostegno in deroga nell’ultimo decennio è la conferma che, se non verranno adottate soluzioni strutturali idonee a frenare e a invertire la deroga, la stabilizzazione rimarrà un sogno.

Come si vede, dal 2015-16 al 2024-25 l’incremento dei posti di sostegno in deroga ha superato le 90mila unità. Non sono noti i dati del 2025-26, ma si può stimare che il numero dei posti in deroga sia stato almeno di 136-137 mila unità, e quest’anno potrebbe raggiungere la quota preoccupanti di 150mila. 150mila posti in deroga sono lo specchio della non stabilizzazione del settore e della discontinuità didattica dei ragazzi con disabilità.

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