Ritorno alle classi distinte (differenziali): botta e risposta tra gli ex compagni di partito Vannacci-Valditara 

Per chi fosse interessato a conoscerlo, ecco il “Vannacci-pensiero” in tema di scuola. Il presidente di Futuro Nazionale è a favore di un sistema scolastico con classi distinte in base al merito e al profitto degli studenti, convinto che sia un “fattore inclusivo e non discriminante“. L’ha detto a margine di un convegno sulla scuola in corso a Roma. E lo ha spiegato così: “È una cosa alla quale ho sempre pensato, perché è una tecnica scolastica che è usata in tantissime nazioni europee, in Francia, in Germania, in Inghilterra. E sembra funzionare. Peraltro era applicata anche da noi. Quando noi uscivamo dalle scuole medie, mi ricordo benissimo, chi prendeva ottimo e distinto andava nelle sezioni A e B dei licei, chi prendeva buono e sufficiente andava nelle sezioni C e D“. E ha continuato: “Questo è a favore di tutti gli studenti. Perché i più bravi, i più diligenti sono aiutati in quanto messi nelle stesse condizioni e i meno bravi e i meno diligenti avranno più possibilità di avere un supporto che li porti a essere al livello dei più bravi. Quindi lo vedo come un fattore, usando un termine che a voi piace molto, inclusivo piuttosto che discriminante.  Cioè il fatto di poter aiutare ognuno raggruppandoli per caratteristiche simili“.

Dura e immediata la reazione dell’opposizione che ha bollato la proposta come un ritorno alle classi differenziali abrogate quasi mezzo secolo fa dalla legge 517/1977.

Anche all’interno della maggioranza si sono levate critiche alla proposta, in particolare, da esponenti di Forza Italia e di Fratelli d’Italia.

Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva, oltre a considerare la proposta di Vannacci un ritorno dell’Italia a tempi bui e affermare che “La scuola non serve a dividere tra migliori e peggiori, ma a dare a tutti gli strumenti per crescere, migliorare e realizzare il proprio talento”, ha chiamato in causa il ministro Valditara. “Cosa ha da dire il ministro Valditara? Di fronte a una proposta che contraddice i principi dell’inclusione scolastica e della nostra stessa tradizione educativa, oltre che le leggi, continua a voltarsi dall’altra parte. Nulla anche dalla ministra Locatelli. Il loro silenzio è complicità”.

La risposta di Valditara non ha tardato. Perentoria, tranchant, come riportato dall’agenzia ANSA. “La scuola deve ovviamente preparare i giovani per il futuro, questa è la linea retta che ispira le riforme che stiamo portando avanti, ma deve innanzitutto valorizzare i talenti di ogni giovane, perché ogni giovane ha dei talenti straordinari.

Questo è il punto vero che spesso in passato non è stato considerato. E mi dispiace quando qualcuno oggi vorrebbe creare addirittura le classi differenziali. Vuol dire che non ha capito proprio un tubo, scusate.

Ma non ha capito proprio un tubo – ha detto Valditara all’appuntamento della Lega Giovani a Milano Marittima ‘nexUS  la generazione che non si arrende’ – perché ogni giovane ha dei talenti straordinari e la vera scuola che valorizza i talenti dei giovani è quella che personalizza la formazione“.

Il duello con Roberto Vannacci non è finito qui. A chi faceva notare a Valditara che secondo Vannacci la scuola va rilanciata, deideologizzata e bisogna puntare sugli istituti tecnici, il ministro ha risposto sarcasticamente: “Ma dai, il generale non sa che copiare è vietato? Queste cose le stiamo già facendo noi“. In effetti fino a pochi mesi fa Vannacci aveva un ruolo di primo piano nella Lega. E sulle critiche al centrodestra su sicurezza e immigrazione: “Non credo – ha detto Valditara – che chi le spara grosse abbia un grande futuro. Non mi interessa polemizzare – precisa il ministro – ma è evidente che le grandi sparate possono avere impatto sul momento, poi la gente vuole risposte  concrete, quelle che la Lega ha dimostrato di saper dare sia a  livello nazionale che a livello territoriale“.

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