La principessa nel Centro internazionale Loris Malaguzzi
Cosa incontrerà la principessa del Galles a Reggio Children nei prossimi giorni? Quali esperienze? Quali progetti? Di cosa farà tesoro per la sua fondazione Centre for Early Childhood?
L’Italia aveva scoperto le scuole comunali dell’infanzia di Reggio Emilia quando nel 1991 la rivista americana «Newsweek» le aveva ritenute le più belle del mondo.
In precedenza, pochi mesi prima, il ministro dell’istruzione, Rosa Russo Jervolino, in occasione di un incontro internazionale, aveva ricevuto i complimenti dell’omologa ministra della Svezia per le scuole dell’infanzia di Reggio, già conosciute all’estero ma quasi sconosciute in Italia e, soprattutto, non proprio note alla stessa Jervolino che, probabilmente, aveva ringraziato, facendo finta di niente.
La sintesi di quella esperienza, ora nota anche in Italia, la si può trovare negli obiettivi di Reggio Children:
- diffondere un’idea forte dell’infanzia, dei suoi diritti, delle sue potenzialità e risorse;
- promuovere studi, ricerche e sperimentazioni sui temi dell’educazione, privilegiando i temi dell’apprendere attivo, costruttivo e creativo dei bambini e delle bambine;
- qualificare una più avanzata professionalità e cultura degli operatori dell’infanzia e della famiglia, attraverso la realizzazione di interventi di formazione al lavoro;
- valorizzare i temi della ricerca, della documentazione, dell’interpretazione dei processi d’azione e di pensiero dei bambini;
- incentivare il valore della documentazione del lavoro degli insegnanti e dei bambini, i processi di formazione delle idee, delle ipotesi, delle teorie dei bambini mentre sono impegnati nei vari campi del sapere e dell’esperienza.
Loris Malaguzzi è stato il principale artefice di questa storia delle scuole e dei nidi dell’infanzia di Reggio Emilia che negli anni ‘70 era diventata teatro di un dibattito ricchissimo sull’educazione e l’infanzia. Speciali sono stati gli interlocutori che con Malaguzzi e le scuole stabiliscono amicizie e affinità, tra cui Bruno Ciari e l’esperienza educativa bolognese, e Gianni Rodari, che dedicherà alla città di Reggio Emilia la sua Grammatica della fantasia, costruita nei corsi di formazione delle insegnanti delle scuole comunali.
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