Maturità 2026. La scena muta al colloquio comporterà la bocciatura
La nuova ordinanza ministeriale sugli esami di maturità, n. 54 del 26 marzo scorso, recepisce, come era ovvio, le modifiche introdotte dal decreto-legge 127 del settembre 2025.
In particolare, prevede, in una formulazione non troppo esplicita (“Ai sensi dell’art. 17, comma 2 bis, del d. lgs. 62/2017, come novellato dal d.l. 127/2025, l’esame di maturità è validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove di cui all’ art. 17, comma 2, del citato del d.lgs 62/2017, tenuto conto delle previsioni di cui agli artt. 20 del d.lgs. 62/2017, 24 e 25 della presente ordinanza”), una valutazione di eventuali casi simili a quelli di alcuni studenti che nel colloquio della maturità dell’anno scorso avevano volutamente rifiutato per protesta il colloquio, ottenendo, comunque, il superamento dell’esame.
Il ministro, davanti a quei casi, aveva “tuonato”, annunciando provvedimenti, inseriti, appunto, all’interno del decreto-legge sulla nuova maturità.
L’articolo 28 (Voto finale, certificazione, adempimenti conclusivi) della nuova Ordinanza che al comma 3 introduce la formulazione sopra citata, dispone, infatti, che “l’esame di maturità è validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove”.
Quel regolarmente svolto tutte le prove è una formulazione un po’ criptica per affermare, comunque, che la scena muta del candidato durante il colloquio, qualunque ne sia la motivazione, comporta il non superamento dell’esame.
Vediamo se la questione in qualche modo riesploderà tra qualche mese durante la nuova maturità.
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