Graduatoria riservata DS, Confil: ‘Nessuna gerarchia tra i canali di reclutamento’

Le assunzioni dei dirigenti scolastici per l’anno scolastico 2026/2027 si collocano dentro un quadro normativo che, negli ultimi mesi, è stato profondamente rivisto. Al centro ci sono le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, che interviene sulle graduatorie del concorso ordinario e sul rapporto con la procedura riservata, riaprendo il confronto sulle modalità di reclutamento dei futuri dirigenti.

Secondo quanto evidenzia il sindacato Confil, il punto di partenza è rappresentato dai commi 527 e 528 dell’articolo 1 della Legge n. 199 del 30 dicembre 2025. Il comma 527 stabilisce che le graduatorie regionali del concorso ordinario bandito con il decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito n. 2788 del 18 dicembre 2023 diventino graduatorie a esaurimento. Contestualmente, vengono eliminate le disposizioni che prevedevano la restituzione dei posti dal concorso riservato a quello ordinario.

Il comma 528 amplia inoltre la platea degli aspiranti inseriti nelle graduatorie, includendo anche gli idonei, vale a dire i candidati che hanno superato tutte le prove senza rientrare inizialmente tra i vincitori.

Si tratta di modifiche che si innestano su un impianto già definito dall’articolo 5 del decreto-legge n. 198/2022, che disciplina le due procedure oggi esistenti per il reclutamento dei dirigenti scolastici: il concorso ordinario regionale, regolato dal DM 194/2022, e la procedura riservata con corso intensivo di formazione, introdotta dal DM 107/2023.

Il risultato, come è stato osservato anche nel confronto con il Ministero, è un sistema particolarmente articolato, segnato da interventi normativi successivi che hanno reso più complessa la lettura complessiva delle regole.

Per Confil, uno dei nodi principali riguarda proprio la coesistenza dei due canali di accesso e il superamento del vincolo relativo ai posti disponibili. La posizione del sindacato è netta: non esisterebbe una gerarchia tra concorso ordinario e procedura riservata. Entrambi, secondo questa lettura, devono essere considerati strumenti validi e complementari, da utilizzare in modo equilibrato senza che un percorso finisca per escludere l’altro.

In questo senso, la scelta della Legge di Bilancio 2026 di eliminare definitivamente l’obbligo di restituire al concorso ordinario i posti assegnati in via straordinaria alla procedura riservata per l’anno scolastico 2024/2025 viene letta come il tentativo di chiudere una fase che aveva alimentato contenziosi e incertezze tra i candidati.

Non solo. Nelle regioni in cui la graduatoria dell’ordinario risulta esaurita, la procedura riservata diventa di fatto l’unico canale utilizzabile per le assunzioni, assorbendo tutti i posti disponibili. Un elemento che rende ancora più centrale, sul piano applicativo, il corretto coordinamento tra le due procedure.

Durante la riunione del 3 marzo 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ribadito che le immissioni in ruolo per il 2026/2027 saranno effettuate nel pieno rispetto della normativa vigente. Un richiamo formale, ma significativo, in una fase in cui le aspettative degli aspiranti dirigenti si intrecciano con un assetto regolatorio in evoluzione.

Sul tavolo c’è anche il tema della mobilità interregionale straordinaria. Il decreto-legge n. 200/2025, convertito nella Legge n. 26/2026, proroga infatti anche per il 2026/2027 le disposizioni già applicate nel biennio precedente. In particolare, un emendamento approvato il 18 febbraio 2026 consente gli spostamenti su tutti i posti vacanti disponibili in ciascuna regione, con l’esclusione di quelli già destinati alle nuove assunzioni.

Per Confil, a questo punto, la questione decisiva è l’attuazione. Il sindacato invita l’amministrazione a garantire un’applicazione corretta e trasparente delle nuove norme, in un settore nel quale ogni passaggio procedurale incide direttamente sulle aspettative professionali dei candidati e sulla copertura delle sedi dirigenziali.

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