Classe pulita/1. La via ‘giapponese’ del ministro Valditara

Un decreto firmato lo scorso 25 febbraio dal ministro Giuseppe Valditara stanzia 30 milioni di euro per “la realizzazione di progetti didattici per promuovere la cura e il rispetto dei parchi e dei beni scolastici da parte degli studenti”. Per il ministro “Si tratta di un’azione di grande valore sociale, che le scuole possono realizzare nell’ambito delle attività di educazione civica da svolgere anche in collaborazione con enti locali, associazioni e fondazioni. Inoltre, gli spazi pubblici, una volta riqualificati, potranno essere trasformati in veri e propri ambienti didattici all’aperto”. 

In una nota indirizzata ai dirigenti scolastici e ai direttori generali regionali il ministro fa anche esempi concreti sulle pratiche quotidiane da seguire negli istituti, citando oltre che le nuove Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica, anche lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria introdotto nel 1998 da Luigi Berlinguer, dando così l’impressione di sollecitare una convergenza bipartisan sul tema. “In particolare”, scrive Valditara, “si ritiene utile l’introduzione di una regola volta alla sistemazione dell’aula, degli arredi e del materiale didattico personale o condiviso al termine delle lezioni così come al riordino dei laboratori, degli attrezzi delle palestre e di ogni altro ambiente scolastico usato da più classi in avvicendamento”, regola da inserire nel Regolamento di Istituto e nel Patto di corresponsabilità.

Va sviluppata, insiste il ministro “una cultura del rispetto verso beni che sono della comunità. Vivere e studiare in ambienti didattici puliti e ordinati, prendersi cura del patrimonio della scuola è un importante esercizio di convivenza civile”. Non si può non essere d’accordo. Resta da capire cosa finanzia il decreto del 25 febbraio, e come. Trenta milioni di euro non sono pochi. Ma finora il MIM ha reso noto solo la nota a firma del Ministro, che contiene alcune raccomandazioni di principio ma nulla di più concreto.

Viene da pensare che Giuseppe Valditara, recatosi per la seconda volta in Giappone nello scorso mese di luglio, dove ha incontrato Arata Takebe, vice ministra giapponese dell’Istruzione, sia rimasto colpito dalla pulizia e dall’ordine che caratterizzano le scuole di ogni ordine e grado di quel Paese. Agli antipodi rispetto alle devastazioni seguite ad alcune “occupazioni” studentesche, che anche quest’anno si sono verificate. Il fatto è, però, che il comportamento degli studenti giapponesi, e delle loro famiglie, ha le sue radici in una etica pubblica, interiorizzata da tempo, che appare difficile, se non illusorio, trapiantare nel nostro Paese. Ne parliamo nella notizia successiva.

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