Anna Ferzetti: ‘Sogno una scuola che accompagni gli studenti in un percorso di crescita personale e di valorizzazione’

Di Sara Morandi

Anna Ferzetti è un’attrice di talento che ha saputo conquistare il pubblico grazie alla sua versatilità e intensità interpretativa. Di recente, ha interpretato il ruolo di Dorotea nel film “La Grazia”, al fianco del grande Toni Servillo. In questa pellicola, ha dato vita ad un personaggio che naviga tra complesse dinamiche familiari e politiche, affrontando con maestria le sfide poste dalla sceneggiatura di Paolo Sorrentino. Dal 19 febbraio 2026, Ferzetti sarà di nuovo sul grande schermo con l’uscita del film “Domani interrogo”. Questa pellicola, che esplora il rapporto tra una professoressa e i suoi studenti, promette di toccare temi profondi e attuali, come l’importanza dell’educazione e dell’ascolto delle nuove generazioni. Anna è entusiasta di condividere questa storia che unisce amore, crescita e il valore dell’istruzione.

Oltre al cinema, l’attrice sarà impegnata in teatro con lo spettacolo: “People, Places & Things” di Duncan Macmillan, diretto da Pierfrancesco Favino. In questo dramma, esplora il complesso percorso di una donna che affronta le sue dipendenze, offrendo al pubblico una riflessione sui limiti personali e la ricerca di riscatto.

Anna Ferzetti sogna una scuola che sia un rifugio sicuro, un luogo dove gli errori sono visti come opportunità di crescita. Immagina un’istituzione che promuove passioni e competenze attraverso esperienze pratiche, artistiche e tecniche, arricchendo gli studenti umanamente e intellettualmente.

Nel film “La Grazia” interpreta il ruolo di Dorotea, la figlia del Presidente della Repubblica, interpretato da Toni Servillo. Com’è stato lavorare al fianco di un attore del calibro di Servillo e quali sfide ha incontrato nel dare vita a un personaggio che si muove tra dinamiche familiari e politiche tanto complesse?

“È stato estremamente interessante lavorare con Paolo Sorrentino e affiancare in scena Toni Servillo, un attore che stimo moltissimo. Collaborare con un regista che ammiro profondamente è stato un grande privilegio, soprattutto per l’opportunità di partecipare a un film importante e necessario. Il mio ruolo è stato molto bello e toccante, offrendomi grandi soddisfazioni grazie alle tematiche affrontate. Il personaggio che interpreto è una donna che ama il suo lavoro e si batte per ciò in cui crede. È profondamente impegnata nella causa della legge sull’eutanasia, firmando e sostenendo questa importante iniziativa. Il film esplora anche il suo rapporto con il padre, che è molto conflittuale. Entrambi sono persone estremamente simili che manifestano il loro affetto attraverso il tema centrale della legge. Essendo entrambi giuristi, esprimono i loro sentimenti e pensieri attraverso dialoghi splendidi, scritti da Sorrentino, che altrimenti non si direbbero in altri modi. Questa esperienza è stata una grandissima opportunità e ho amato moltissimo il ruolo che ho interpretato”.

“Domani interrogo”, nelle sale dal 19 Febbraio 2026: il Suo personaggio affronta una serie di dilemmi morali e personali. Quali temi centrali del film ritiene siano più rilevanti per il pubblico di oggi e come pensa che il film possa influenzare la loro percezione della realtà?

“Sono estremamente felice che, finalmente, il film venga proiettato al cinema: è un’opera che ho girato due anni fa e a cui tengo moltissimo. Si tratta di una pellicola insolita, quasi documentaristica, raccontata in modo molto diverso, con un cast di giovani eccezionali. Credo che, in questo momento, parlare delle scuole, dei professori e della situazione attuale sia fondamentale. Diamo sempre meno ascolto ai ragazzi, alle nuove generazioni, che a mio avviso sono un vero portento perché hanno tantissime cose da dirci e che possono insegnarci. Questo film racconta una bellissima storia d’amore tra una professoressa e i suoi studenti. Esplora il modo in cui comunicano tra loro, senza giudicarli, ma accompagnandoli in questo viaggio difficile che è la crescita e la formazione. È importante insegnare loro ad accettare i fallimenti e a valorizzare i loro lati migliori, ascoltarli ed essere presenti per loro. Ritengo che questa storia trasmetta tanti valori importanti. Il ruolo dei docenti è estremamente difficile, poiché hanno in mano il nostro futuro, rappresentato dai giovani e credo che la nostra società debba riconoscere loro, un posto più alto per motivarli, poiché spesso si trovano demotivati a causa di varie difficoltà e della mancanza di supporto. Spero di essere riuscita a dare vita ad una donna straordinaria, ispirata al personaggio del libro da cui il film è tratto. Ringrazio l’autrice, una professoressa, per avermi affidato la sua storia. È una donna che ama il suo lavoro e i suoi studenti, e sono grata di aver avuto l’opportunità di raccontare una parte della sua vita professionale”.

Sarà protagonista dello spettacolo “People, Places & Things” di Duncan Macmillan, per la regia di Pierfrancesco Favino, dal 10 al 12 Aprile 2026, al Teatro dei Rinnovati di Siena (giusto, per citare una delle tappe). Può raccontarci cosa L’ha attratta verso questo progetto e quali aspetti del Suo personaggio ritiene siano particolarmente stimolanti da esplorare sul palcoscenico?

“”People, Places & Things” di Duncan Macmillan ha origine dieci anni fa, quando Pierfrancesco Favino, il regista, assistette a questo spettacolo a Londra e se ne innamorò, proponendomi il testo. Fortunatamente, il progetto ha preso vita non dieci anni fa, ma ora, perché credo che se fosse stato allora, non sarei stata in grado di affrontare quest’opera. Ogni cosa ha il suo tempo. Lo spettacolo racconta la storia di Emma, un’attrice che lotta contro l’abuso di droghe; è alcolista e tossicodipendente, e decide di entrare in un centro di riabilitazione. L’obiettivo iniziale è ottenere un certificato per tornare a lavorare, ma presto si troverà a confrontarsi con i suoi fantasmi e demoni personali. Emma cerca di capire come rialzarsi e rimettersi in sesto, accettando sé stessa e affrontando le persone e i luoghi che fanno parte della sua vita, proprio come suggerisce il titolo. Questi elementi rappresentano una sorta di mappa della nostra esistenza, spesso legati a ricordi o ad esperienze non sempre positive. Il testo è estremamente intenso, non solo dal punto di vista fisico, poiché la messa in scena è impegnativa, ma richiede anche una riflessione personale e una crescita interiore. Questo è stato per me lo stimolo più grande. Sto appena iniziando a interpretare il personaggio e ogni sera scopro nuove sfumature che mi fanno riflettere e che risuonano profondamente. Ritengo che affrontare il tema delle dipendenze sia necessario. Non si parla mai abbastanza di queste problematiche, che comprendono non solo le dipendenze da alcol e droghe, ma anche quelle familiari e altre apparentemente più semplici. Tuttavia, essere dipendenti da qualcosa limita molte altre possibilità nella vita. Questo spettacolo rappresenta un’opportunità per esplorare queste tematiche complesse e, spero, per sensibilizzare il pubblico”.

Se avesse la possibilità di creare la scuola dei propri sogni, quali valori e competenze vorrebbe che fossero al centro del proprio percorso formativo degli studenti?

“La scuola dei miei sogni dovrebbe essere un luogo che offre tutto ciò che amo fare, ma soprattutto, dovrebbe essere un ambiente sicuro. Un luogo dove è possibile sbagliare senza essere giudicati, ma piuttosto essere accompagnati in un percorso di crescita personale e valorizzazione delle proprie capacità e passioni. Qui, le passioni diventano strumenti essenziali per mettere insieme una varietà di esperienze e conoscenze. In questa scuola, non si cresce solo a livello istituzionale e culturale, imparando ciò che è necessario sapere per diventare adulti colti. Si tratta anche di capire che tipo di persona si vuole essere nella vita, quale uomo o donna si desidera diventare, un ambiente che favorisca la crescita umana tanto quanto quella intellettuale. Inserirei moltissime attività pratiche: laboratori artistici e tecnici, teatro, musica e tutto ciò che riguarda lo scambio, la comunicazione e la condivisione. Questa scuola dovrebbe essere un luogo complesso e ricco di esperienze, dove ogni mattina si ha voglia di andare perché si esce sempre arricchiti di idee e stimoli. Infine, dovrebbe essere un posto dove le esperienze sono stimolanti e dove è possibile uno scambio continuo con gli altri. Una scuola che non solo prepara al futuro, ma che rende la vita scolastica un’avventura entusiasmante e piena di scoperte”.

Date della tournée di “People, Places & Things”:

  • Teatro Piccinni, Bari (BA)
    Dal 25 febbraio 2026 al 01 marzo 2026
  • Teatro Ambra Jovinelli, Roma (RM)
    Dal 4 marzo 2026 al 15 marzo 2026
  • Teatro Carani, Sassuolo (MO)
    Dal 18 marzo 2026 al 19 marzo 2026
  • Teatro Verdi, Salerno (SA)
    Dal 26 marzo 2026 al 29 marzo 2026
  • Teatro Remondini, Bassano Del Grappa (VI)
    Dal 7 aprile 2026 al 8 aprile 2026
  • Teatro dei Rinnovati, Siena
    Dal 10 aprile 2026 al 12 aprile 2026
  • Teatro Sociale, Trento (TN)
    Dal 16 aprile 2026 al 19 aprile 2026

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