Essere timidi può anche essere un vantaggio
In genere, e ancor più in una società sempre più competitiva, la timidezza è considerata un ostacolo perché impedisce all’individuo di sfruttare tutte le proprie reali potenzialità in diversi ambiti: relazioni sociali, amore, lavoro. La timidezza può provocare la perdita di opportunità, con conseguente delusione, senso di frustrazione, tendenza all’isolamento, invidia per gli estroversi di successo.
Fenomeni che secondo lo psicologo e psicoanalista Massimo Ammaniti – già docente e ora professore onorario di Psicopatologia dello sviluppo presso la facoltà di Medicina e Psicologia della Università di Roma Sapienza e membro della International Psychoanalytical Association – sono esperienze piuttosto diffuse, che si manifestano fin dalla più tenera infanzia, soprattutto tra le bambine, e che lo studioso presenta con ampia documentazione nel suo ultimo volume, Il coraggio di essere timidi (Raffaello Cortina Editore, 2026).
La tesi dell’autore è che la timidezza non è un difetto da correggere, ma una caratteristica della personalità, spesso congenita, con duplice valenza, perché se da una parte produce sofferenza, dall’altra può anche essere fonte di ricchezza interiore in quanto spinge alla riflessione, all’autoanalisi, alla ricerca di soluzioni per aggirare l’ostacolo. Il libro fa molti esempi spaziando in campi diversi, dalla psicoanalisi alla neurobiologia, dal cinema alla letteratura, ed evidenziando l’importanza dei fattori genetici, delle dinamiche familiari e delle esperienze infantili e adolescenziali, delle quali egli si è occupato anche direttamente come psicoterapeuta, come mostra in un capitolo che espone uno studio di caso interessante e coinvolgente anche dal punto di vista narrativo.
Ammaniti presenta alcuni casi esemplari, come quelli riguardanti personaggi famosi come lo scienziato Charles Darwin e il politico Mahatma Ghandi, che hanno trasformato la loro nota e straordinaria timidezza in una risorsa attraverso la capacità di riflettere e mettere a punto le loro strategie, sia pure in perfetta solitudine.
Il volume si conclude con un capitolo, dedicato agli adulti timidi, che offre loro alcuni consigli su come sviluppare l’accettazione di sé e la capacità di gestire e valorizzare le proprie emozioni nonché, se sono genitori o insegnanti, alcune indicazioni pratiche su come gestire costruttivamente il loro rapporto con i loro figli, o alunni, timidi.
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