Giorno del Ricordo, Valditara: ‘La scuola deve svolgere un ruolo centrale nel percorso di memoria e consapevolezza’
In vista del 10 febbraio 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito rinnova l’invito alle istituzioni scolastiche a promuovere momenti di studio e riflessione in occasione del Giorno del Ricordo. Una sollecitazione che va oltre la dimensione celebrativa e richiama esplicitamente il ruolo educativo della scuola nella trasmissione di una memoria storica complessa e a lungo rimossa. A sottolinearlo è lo stesso ministro Giuseppe Valditara, che nella sua dichiarazione ricorda come «il 10 febbraio è dedicato al ricordo delle vittime delle foibe e alla commemorazione dell’esodo a cui furono costretti tanti italiani che abbandonarono l’Istria, Fiume e la Dalmazia». Un passaggio che richiama una delle pagine più dolorose del secondo dopoguerra, segnata da violenze, persecuzioni e migrazioni forzate lungo il confine orientale.
Contro le rimozioni del passato
Il ministro non elude il nodo più controverso della vicenda, parlando apertamente di una tragedia che «per molto tempo tanti hanno cercato di rimuovere». Migliaia di italiani, sottolinea Valditara, «vennero sterminati per mano dei comunisti titini», mentre intere comunità furono costrette all’abbandono delle proprie terre. Parole che ribadiscono la necessità di affrontare la storia senza zone d’ombra, soprattutto quando si tratta di eventi che hanno inciso profondamente sulla coscienza nazionale.
In questa prospettiva, il ricordo non è solo commemorazione, ma assunzione di responsabilità. «Ricordare significa assumersi la responsabilità della verità storica, senza silenzi», afferma il ministro, definendo questo impegno «un dovere morale verso le vittime e le loro famiglie», ma anche «un impegno civile nei confronti delle giovani generazioni».
Il ruolo educativo della scuola
È qui che la scuola entra in gioco come attore centrale. Secondo Valditara, «la scuola deve svolgere un ruolo centrale in questo percorso di memoria e consapevolezza». Non si tratta soltanto di trasmettere informazioni, ma di aiutare studenti e studentesse a cogliere il senso profondo di quei fatti storici. Attraverso la conoscenza delle tragedie del Novecento, osserva il ministro, i giovani possono comprendere «il valore della libertà e della dignità umana» e «l’importanza di una società fondata sul rispetto e sul rifiuto di ogni forma di violenza e totalitarismo».
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