Tempo pieno: nel Mezzogiorno resta bassa l’adesione delle famiglie
“Il tempo pieno favorisce un migliore equilibrio tra vita privata e impegni lavorativi delle famiglie, sostiene il successo formativo degli studenti, contrasta le disuguaglianze educative. Con questo provvedimento proseguiamo con decisione il nostro impegno, rafforzando quanto già avviato con i programmi Agenda Sud e Agenda Nord, per colmare i divari territoriali, soprattutto nel Mezzogiorno. Vogliamo che ogni studente trovi nella scuola un luogo di crescita e socialità”, ha dichiarato il ministro dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara il 29 dicembre scorso nel firmare il decreto da 23,1 milioni di euro che autorizza lo scorrimento delle graduatorie per la realizzazione e messa in sicurezza di ulteriori mense scolastiche, nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
L’intervento annunciato dal ministro consentirà di finanziare 59 nuovi progetti per potenziare l’offerta scolastica a tempo pieno in tutto il territorio nazionale. Per la precisione, il potenziamento del tempo pieno è riferito, in particolare, ai servizi e strutture di supporto.
Il decreto prevede che oltre il 43% delle risorse sia destinato agli enti locali del Mezzogiorno.
Questa misura – precisa il comunicato ministeriale – si aggiunge all’investimento pregresso di 960 milioni complessivi e ai 1.850 interventi già autorizzati. Un precedente decreto di 83milioni di euro, firmato il 16 maggio 2025, con la stessa finalità per la realizzazione di mense scolastiche (refettori) aveva previsto che il 66,3% del finanziamento venisse destinato a Enti Locali del Mezzogiorno.
Ancora una volta, dunque, una buona parte del finanziamento verrà destinata ai Comuni meridionali, a conferma dell’obiettivo generale di colmare il divario territoriale esistente.
Si tratta di un obiettivo pienamente condivisibile. Tuttavia l’analisi dei dati impone un interrogativo di fondo: il tempo pieno della scuola primaria è fortemente voluto in quei territori a cui sono destinate cospicue risorse finanziarie?
Quando i progetti finanziati verranno attuati, riusciranno ad attirare molti iscritti al tempo pieno?
Una risposta a questo interrogativo non banale ci può venire dai dati ufficiali dell’ultimo aggiornamento disponibile sul Portale unico del Ministero e relativo all’anno scolastico 2023-24, comparando per il tempo pieno le situazioni dell’offerta (le classi attivate) con quelle della domanda (gli alunni iscritti).
Secondo le normali leggi di mercato, quando per un prodotto o per un servizio si registra un sensibile gradimento o una diffusa richiesta, la domanda prevale sull’offerta; viceversa, se la richiesta o il gradimento sono contenuti, l’offerta prevale sulla domanda.
Applicando questa regola al tempo pieno, è possibile verificare se la domanda, cioè gli alunni iscritti a questa tipologia di tempo scuola, prevale o meno sull’offerta, cioè sulle classi organizzate a tempo pieno. Non potendo mettere a confronto valori numerici diversi per loro natura (alunni e classi), ci si può basare sui valori percentuali.
Per conoscere a fondo la situazione delle singole regioni italiane e verificare se e dove prevale la domanda di tempo pieno sull’offerta, le percentuali di domanda/alunni sono state messe a confronto con la corrispondente percentuale di offerta/classi, con i risultati riportati in tabella, in ordine decrescente per prevalenza della domanda sull’offerta.
Ebbene, quasi tutte le regioni del Mezzogiorno, con esclusione soltanto di Abruzzo e Sardegna, registrano domande in percentuale inferiori all’offerta.
La sintesi per aree vede il Sud e le Isole in termini percentuali negativi per quanto riguarda la domanda rispetto all’offerta.
Nel Mezzogiorno non solo il tempo pieno è quantitativamente lontanissimo dai livelli raggiunti al Nord e al Centro Italia, dove complessivamente ben oltre la metà degli alunni fruisce del tempo pieno (nel Mezzogiorno soltanto il 22%), ma nei territori meridionali quel poco di tempo pieno che c’è registra una prevalenza di offerta (classi) rispetto alla domanda (alunni).
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