Schedatura dei docenti, si allarga il fronte delle proteste: sindacati e Pd chiedono una presa di posizione del Ministro
Si allarga e si consolida il fronte di critica contro l’iniziativa promossa da Azione Studentesca, che attraverso manifesti e volantini diffusi davanti a numerosi istituti scolastici invita studentesse e studenti a segnalare presunti casi di “propaganda” politica da parte di docenti, indicati esplicitamente come “di sinistra”. Un’azione che viene ormai unanimemente letta come una forma di schedatura ideologica, capace di generare un clima di sospetto e intimidazione all’interno delle scuole.
Dopo la netta condanna della CISL Scuola, arrivano ora le prese di posizione della FLC CGIL e del Partito democratico, che chiamano direttamente in causa il ministro dell’Istruzione e del Merito.
CISL Scuola: “Metodo aberrante, pronti a denunciare”
La segretaria generale della CISL Scuola, Ivana Barbacci, ha definito l’iniziativa «di una gravità inaudita» e «inammissibile in un Paese democratico». La libertà di insegnamento – ha ricordato – è un fondamento costituzionale della scuola pubblica e non può essere messa in discussione da operazioni di controllo informale basate su opinioni politiche reali o presunte.
Pur riconoscendo che esistono sedi e procedure istituzionali per valutare eventuali comportamenti scorretti o forme di indottrinamento, Barbacci ha parlato senza mezzi termini di un «metodo aberrante», evocando pratiche già sperimentate «in anni bui della nostra storia». Da qui l’annuncio di una linea di fermezza: le strutture territoriali della CISL Scuola sono pronte a denunciare all’autorità giudiziaria chi promuove o gestisce iniziative di questo tipo, a tutela della dignità professionale dei docenti e del sereno svolgimento della vita scolastica.
FLC CGIL: “Lista di proscrizione, il Ministro intervenga”
Sulla stessa linea si colloca la segretaria generale della FLC CGIL, Gianna Fracassi, che ha indirizzato una lettera al ministro Giuseppe Valditara, chiedendo «una chiara e pubblica presa di posizione».
Per Fracassi, l’iniziativa di Azione Studentesca «configura una forma di schedatura o una vera e propria lista di proscrizione», basata su opinioni politiche e dunque in aperta violazione dei principi democratici su cui si fonda il sistema educativo pubblico. Un attacco non solo ai singoli insegnanti, ma all’autonomia e alla libertà dell’intera comunità educante.
La FLC CGIL chiede al Ministero di «denunciare e contrastare con fermezza il clima di sospetto e intimidazione» e di adottare ogni provvedimento necessario a tutela della libertà di insegnamento e della dignità del personale scolastico. In assenza di una presa di posizione chiara, avverte Fracassi, il silenzio rischierebbe di apparire come una forma di tolleranza verso pratiche incompatibili con lo Stato di diritto.
Il Pd: “Intimidazione, silenzio inquietante”
Anche dal Parlamento arrivano critiche esplicite. Il senatore del Partito democratico Francesco Verducci parla di «vera e propria intimidazione» e giudica «inaccettabile» il silenzio del Ministro. Il richiamo è diretto all’articolo 33 della Costituzione, che tutela la libertà di insegnamento come presidio democratico, non come concessione revocabile.
Secondo Verducci, le «continue pressioni nei confronti degli insegnanti» rischiano di minare il ruolo pubblico della scuola e la fiducia nel sistema educativo. Da qui l’invito a un intervento chiaro e tempestivo da parte del Ministro, che – avverte – non può sottrarsi a una responsabilità di garanzia.
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