Metal detector a scuola, pubblicata la Direttiva. Più coordinamento, interventi graduati
Pubblicata la direttiva congiunta dei ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sulle misure per il rafforzamento delle azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni di illegalità negli istituti scolastici. Un documento atteso, che arriva dopo settimane di confronto politico e istituzionale seguite ai recenti episodi di violenza avvenuti dentro e fuori le scuole.
La scelta finale non è stata quella di un decreto-legge o di un intervento normativo d’urgenza, ma di un atto di indirizzo amministrativo, rivolto a Prefetti, Uffici scolastici regionali, Forze dell’ordine e ANCI. Una decisione che segna un cambio di passo rispetto alle ipotesi inizialmente circolate e che punta a rafforzare l’azione sul territorio senza introdurre nuove disposizioni legislative.
Il perno: il coordinamento a livello provinciale
Il cuore della direttiva è il rafforzamento del raccordo istituzionale. I Prefetti, d’intesa con i Direttori degli Uffici scolastici regionali, sono chiamati a convocare apposite sedute del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, individuato come sede di analisi delle criticità e di definizione delle linee di intervento.
L’obiettivo dichiarato è superare risposte frammentate, costruendo un quadro unitario di prevenzione e vigilanza, capace di tenere conto delle diverse realtà territoriali e delle esigenze segnalate dalle scuole. Nei Comitati potranno essere coinvolti anche servizi sociali, strutture sanitarie e altri attori istituzionali, in un’ottica di lettura integrata del disagio giovanile.
Controlli possibili, ma solo in presenza di criticità
La direttiva entra anche nel merito dei controlli di sicurezza, tema particolarmente sensibile. Il documento chiarisce che eventuali misure rafforzate potranno essere prese solo per gli istituti che presentino profili di criticità specifici, come episodi di violenza reiterata, spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree scolastiche o segnalazioni persistenti di bullismo.
L’inserimento temporaneo delle scuole nei piani di controllo coordinato del territorio e l’attivazione di controlli mirati sono previsti secondo un livello di intervento crescente, valutato caso per caso in sede di Comitato provinciale. Nelle situazioni più gravi, e solo su richiesta dei dirigenti scolastici interessati, potrà essere disposto anche l’uso di strumenti di controllo agli accessi, compresi dispositivi manuali di rilevazione di oggetti metallici, nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali.
Un segnale alle scuole, senza nuove norme
Un elemento non secondario è che la direttiva non è indirizzata direttamente ai dirigenti scolastici, che ne verranno informati per il tramite degli Uffici scolastici regionali. Una scelta che conferma la volontà di mantenere la gestione della sicurezza nell’alveo delle competenze delle autorità di pubblica sicurezza, evitando di scaricare responsabilità improprie sulle scuole.
Con la pubblicazione della direttiva, il Governo mette dunque un primo punto fermo: la sicurezza a scuola viene affrontata come questione di sistema, non come emergenza isolata. Resta ora da capire come le indicazioni si tradurranno concretamente nei diversi territori e quale sarà l’equilibrio tra controlli, prevenzione e interventi educativi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Solo gli utenti registrati possono commentare!
Effettua il Login o Registrati
oppure accedi via