L’IA generativa costringe giornali e riviste a migliorare la loro qualità
Il sito agendadigitale.eu, sempre molto attento al dibattito internazionale sull’impatto delle tecnologie sul mondo dell’informazione, torna sull’argomento nell’edizione del 15 gennaio 2026 con due articoli, di Alessandro Longo e Mario Maschio, nei quali, prendendo lo spunto da un rapporto del Reuters Institute for Journalism (Journalism, media, and technology trends and predictions 2026), si riflette sulle conseguenze che l’avvento della Intelligenza Artificiale generativa sta avendo già oggi, e avrà ancora di più in prospettiva, sulla stampa (giornali e riviste) in termini di diffusione e di numero di “contatti” con l’utenza (elementi che determinano i flussi di pubblicità e quindi di ricavi delle varie testate).
Il fenomeno investe anche i motori di ricerca generalisti, come Google, che fino a ieri si limitavano a individuare i link alle fonti (tra cui gli articoli di giornali e periodici), anch’essi spiazzati dalla possibilità offerta dalla GenAI di ottenere immediatamente la risposta a specifici quesiti, o anche a tematiche più ampie e complesse, consentendo anche ulteriori approfondimenti, ma quasi mai indicando le fonti originali.
Per reggere la concorrenza di ChatGPT, la prima ad offrire un modello diffuso di intelligenza conversazionale, anche Google con Gemini, Microsoft con Copilot e altri, si sono messe sulla stessa strada, togliendo spazio e “click” agli editori tradizionali, che secondo gli esperti di marketing potrebbero risentire del calo del traffico derivante dai motori di ricerca, previsto dell’ordine di oltre il 40% in tre anni.
Per difendersi dalla concorrenza della GenAI, che comunque non potrà che riproporre i materiali contenuti nei suoi data base, gli editori dovranno investire, come alcune testate stanno provando a fare, su inchieste originali, analisi, storie umane, fact-checking, video e podcast: in questo modo potrebbero anche aumentare la probabilità di essere citati dalle risposte generative.
È la strada sulla quale anche noi di Tuttoscuola ci siamo avviati, e che cercheremo di percorrere con convinzione, consapevoli del fatto che solo ponendoci come fonte primaria e attendibile nel mondo dell’educazione potremo competere in un ecosistema in cui le informazioni vengono aggregate, sintetizzate e riutilizzate a grande velocità, certamente, dalle GenAI, ma senza quella originalità che esse costitutivamente non possono avere.
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