Scuole al gelo: al rientro dalle vacanze si riaccende l’emergenza ‘freddo’
Il ritorno sui banchi dopo le festività natalizie, quest’anno, ha coinciso in gran parte d’Europa con un brusco abbassamento delle temperature. In Italia l’impatto è stato particolarmente evidente: in molte scuole, tra Nord e Sud, studenti, docenti e personale hanno trovato ambienti freddi, in alcuni casi al di sotto dei limiti minimi previsti dalla normativa. Non un disagio episodico, ma l’ennesima conferma di una fragilità strutturale dell’edilizia scolastica.
Aule sotto i 15 gradi, lezioni con cappotti e sciarpe
Dopo oltre due settimane di stop agli impianti di riscaldamento, in numerosi istituti la ripresa delle lezioni dal 7 gennaio è avvenuta con temperature interne spesso inferiori ai 15 gradi, talvolta persino intorno ai 12. In Pianura Padana, dove le minime hanno toccato i -10 gradi, ma anche in città come Roma, con termometri prossimi allo zero, la scena è stata simile: lezioni svolte con giacche, sciarpe e cappotti, finestre rotte o infiltrazioni d’acqua, e proteste crescenti da parte degli studenti.
Roma e il Lazio: segnalazioni diffuse e impianti spenti
Nella Capitale le lamentele si sono concentrate in diversi municipi, in particolare nel Municipio XII, dove l’opposizione ha denunciato scuole dell’infanzia senza riscaldamento da giorni e locali caldaia allagati, come nel caso del complesso del Buon Pastore.
La Rete degli Studenti Medi del Lazio parla di un quadro allarmante: bagni inagibili e termosifoni spenti all’IIS Luca Paciolo di Bracciano, finestre rotte e lezioni al freddo al liceo Machiavelli di Roma, didattica a distanza attivata al liceo Isabella d’Este di Tivoli per l’impossibilità di garantire condizioni minime di comfort. “Non è più un’emergenza – sottolinea la coordinatrice regionale Bianca Piergentili – ma un problema che si ripete ogni anno, mettendo a rischio salute e diritto allo studio”.
La richiesta è chiara: aprire un tavolo di confronto con Regione e Città Metropolitana per affrontare in modo strutturale il tema dell’edilizia scolastica, con trasparenza sugli investimenti e interventi tempestivi.
Sfoglia la gallery segnalata dalla Rete degli Studenti Medi del Lazio
Nord Italia: scuole chiuse e studenti in protesta
Le difficoltà non si fermano al Centro. A Pavia, con temperature scese fino a -6 gradi e il Naviglio parzialmente ghiacciato, il malfunzionamento degli impianti ha costretto al rientro a casa gli studenti di 40 classi dell’istituto Volta. Al liceo scientifico Taramelli una cinquantina di ragazzi ha scelto di non seguire le lezioni per il freddo nelle aule; all’Ipsia alcuni studenti si sono recati in Provincia per chiedere interventi urgenti, seguiti da coetanei di altri istituti.
In Emilia-Romagna, nella frazione di Cà de’ Fabbri, nel comune di Minerbio, alunni di scuole primarie e dell’infanzia hanno trovato aule a 12 gradi, ben al di sotto dei 18 previsti dalla legge. La consigliera regionale Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia) ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale, parlando di “mancanza di programmazione e attenzione verso servizi essenziali per l’infanzia e l’istruzione”.
Freddo “normale”, scuole impreparate
Paradossalmente, il contesto meteorologico era tutt’altro che imprevedibile. Tra il 7 e l’8 gennaio in Veneto si sono registrate temperature record, fino a -23 gradi sull’Altopiano di Asiago. Secondo il climatologo Luca Mercalli, si è trattato di un episodio di “vero inverno”, meno frequente negli ultimi 25 anni ma tutt’altro che eccezionale nella storia recente. “Episodi più intensi – ricorda – si sono verificati nel 2012 e nel 2018”.
Proprio per questo, in passato alcuni Comuni avevano scelto di anticipare l’accensione dei riscaldamenti già dal 6 gennaio, consentendo un rientro più sostenibile dopo le vacanze. Una prassi che quest’anno non sempre è stata adottata.
Il Sud e il nodo irrisolto degli impianti
Il problema riguarda anche il Mezzogiorno. Da Reggio Calabria una docente racconta di lavorare da sei anni in un istituto privo di riscaldamenti: “Quando ho segnalato il problema mi è stato detto che gli impianti non sono predisposti. Dopo cinque anni non è cambiato nulla. È possibile lavorare così?”. E la domanda si allarga all’uso delle risorse del PNRR, che avrebbero dovuto prioritariamente migliorare le condizioni strutturali delle scuole.
Un’emergenza che interroga la politica scolastica
Le previsioni indicano un temporaneo rialzo delle temperature, seguito da nuovi cali: l’inverno, avverte Mercalli, è ancora lungo. Ma il punto non è il meteo. Il freddo nelle aule, che ciclicamente riemerge a ogni ondata di gelo, solleva una questione più ampia: quanto il sistema scolastico è davvero in grado di garantire ambienti sicuri, salubri e dignitosi?
© RIPRODUZIONE RISERVATA






Solo gli utenti registrati possono commentare!
Effettua il Login o Registrati
oppure accedi via