Crans-Montana: il 7 gennaio minuto di silenzio a scuola. Valditara: ‘Pensiero della comunità scolastica rivolto ai giovani che hanno perso la vita’
Sarà un rientro a scuola particolare quello di mercoledì 7 gennaio per studenti, docenti e dirigenti di tutta Italia. In tutte le istituzioni scolastiche del Paese verrà osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime del devastante incendio scoppiato nella notte di San Silvestro a Crans-Montana, rinomata località sciistica svizzera. Un gesto simbolico, ma carico di significato, che interrompe il clima di ripartenza dopo le vacanze natalizie e richiama la comunità educante a una riflessione collettiva sul valore della vita e della responsabilità.
Il messaggio del Ministro
A disporre il momento di raccoglimento è stato il Ministero dell’Istruzione e del Merito. «In questo momento di profondo dolore, il pensiero della comunità scolastica è rivolto ai giovani che hanno perso la vita in circostanze che avrebbero dovuto essere di spensieratezza e condivisione», ha dichiarato il Ministro Giuseppe Valditara. «Con il minuto di silenzio nelle scuole vogliamo ricordare le giovani vittime ed esprimere vicinanza alle loro famiglie, alle quali va il mio pensiero commosso e il più sentito cordoglio».
Parole che chiamano in causa non solo l’emozione del momento, ma anche il ruolo della scuola come luogo di memoria civile e di educazione al rispetto, soprattutto quando il dolore colpisce così duramente il mondo giovanile.
Il rientro delle salme e il lutto nazionale
Intanto, nella giornata di oggi, 5 gennaio, un volo dell’Aeronautica Militare riporterà in Italia le salme delle giovanissime vittime italiane dell’incendio di Capodanno: Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo e Riccardo Minghetti. Il volo partirà da Sion alle 11 e atterrerà a Milano Linate alle 11:50. Il sesto feretro, quello di Sofia Prosperi, non sarà imbarcato perché la giovane viveva a Lugano. Lo Stato si farà carico anche delle spese funerarie.
Nel frattempo sono state identificate tutte le 40 vittime del rogo. Nove erano minorenni, una aveva appena 14 anni. Numeri che rendono ancora più insopportabile il peso della tragedia.
Una tragedia che interroga
«Una tragedia evitabile», ha commentato l’ambasciatore italiano, come riportato da la Repubblica. Un giudizio che apre interrogativi inevitabili sulle condizioni di sicurezza e sulle responsabilità, ma che soprattutto richiama l’urgenza di una riflessione più ampia. Anche la scuola, nel suo ruolo educativo, è chiamata a trasformare il dolore in consapevolezza, aiutando studenti e famiglie a dare un senso a quanto accaduto.
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