ll Friuli Venezia Giulia vanta cinque siti inseriti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO, ognuno dei quali rappresenta un tassello fondamentale per comprendere le vicende storiche, artistiche e ambientali della nostra regione:
Le aree palafitticole preistoriche di Palù di Livenza (Caneva), situato tra le paludi della provincia di Pordenone, offre una straordinaria finestra sulla preistoria. Frequentato prima dai cacciatori-raccoglitori nel Tardoglaciale e successivamente dagli agricoltori neolitici, ha restituito reperti databili tra il 4.500 e il 3.800 a.C. Tra i ritrovamenti si annoverano strumenti in pietra scheggiata, da frammenti ceramici e da resti lignei delle strutture delle capanne
Aquileia, uno dei principali centri dell’Impero Romano in età imperiale, oggi sito archeologico di rilevanza mondiale. Le sue vestigia – tra cui il foro, il porto fluviale e la Basilica Patriarcale con i suoi splendidi mosaici pavimentali – raccontano una storia millenaria di incontri tra culture e religioni. Aquileia è stata anche uno dei primi centri di diffusione del cristianesimo in Europa.
Cividale del Friuli, antica capitale del primo ducato longobardo in Italia, fondata da Giulio Cesare con il nome di Forum Iulii (da cui deriva il nome stesso della regione). La città conserva monumenti straordinari come il Tempietto Longobardo, il Monastero di Santa Maria in Valle e il Ponte del Diavolo. Cividale è inserita nel sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”, che celebra l’influenza culturale e politica di questo popolo sulla storia europea.
Le Dolomiti Friulane, parte integrante del sistema dolomitico riconosciuto patrimonio naturale dell’umanità. Queste montagne spettacolari, scolpite nel tempo da processi geologici unici, offrono paesaggi mozzafiato, habitat di rara biodiversità e innumerevoli possibilità per esperienze educative legate alla geologia, alla biologia e alla tutela dell’ambiente.
Palmanova, la “città stellata”, capolavoro dell’urbanistica militare rinascimentale, costruita nel 1593 dalla Repubblica di Venezia con un perfetto impianto geometrico a forma di stella a nove punte. Pensata per essere una fortezza ideale, oggi è un esempio emblematico di pianificazione razionale e armoniosa, che unisce esigenze difensive e visione utopica della società.
Questa proposta è un invito a trasformare il patrimonio culturale in un’aula senza confini, dove la storia prende vita e si intreccia con l’identità del territorio. Ogni sito può diventare punto di partenza per costruire percorsi didattici interdisciplinari che spaziano dalla storia all’educazione civica, dall’arte alle scienze, valorizzando il patrimonio culturale come strumento di crescita personale e collettiva.
I luoghi degli scrittori del passato e del presente in FVG
Il Friuli Venezia Giulia è una terra di confine, di lingue intrecciate, di paesaggi che mutano in pochi chilometri – ed è proprio in questa complessità che ha trovato voce una straordinaria produzione letteraria. Poeti, narratori, saggisti, uomini e donne di lettere hanno raccontato questa regione restituendole profondità storica, culturale ed emotiva.
Esplorare i luoghi degli scrittori significa avvicinarsi a una geografia interiore, in cui le città, i borghi e le campagne diventano teatro di storie universali. Ecco allora alcuni suggerimenti:
– Trieste, con la sua atmosfera unica e multietnica, è stata la culla di grandi classici come Italo Svevo, James Joyce e Umberto Saba, ma anche di autori contemporanei come Claudio Magris e Giani Stuparich, senza dimenticare Paolo Rumiz, noto giornalista e corrispondente delle guerre balcanichee. Oggi, la loro eredità è raccolta e valorizzata nel Museo LETS, un luogo vivo che intreccia memoria e innovazione, raccontando la letteratura triestina attraverso un’esperienza immersiva e plurilingue. LETS non è solo un museo, ma un percorso di scoperta in cui le parole prendono forma e suono, svelando la città e i suoi protagonisti in modo nuovo e coinvolgente. Questo spazio culturale rinnova il dialogo con la tradizione, facendo rivivere le voci degli scrittori e invitando a riflettere sulle identità che animano il Friuli Venezia Giulia.
– Nella zona pordenonese si sono radicate figure letterarie di grande rilievo come Ippolito Nievo e Pier Paolo Pasolini, quest’ultimo profondamente legato a Casarsa e al recupero delle tradizioni popolari friulane, che ha raccontato con sensibilità e passione le radici culturali di questo territorio. In questa area montana, tra boschi e valli, si colloca anche Mauro Corona, autore e scultore capace di trasmettere il respiro e la forza delle montagne, intrecciando narrazione e natura in modo unico. La letteratura qui si fa testimonianza viva di comunità e paesaggi, custode di memorie e tradizioni ancora pulsanti.
– Nell’area udinese s’intrecciano tradizione e modernità, con autori come Ilaria Tuti che, con i suoi romanzi ambientati in scenari friulani, ha conquistato un vasto pubblico. Non manca inoltre la memoria storica legata al passaggio di Ernest Hemingway, la cui esperienza ha lasciato tracce profonde nel territorio e nell’immaginario collettivo. Questa terra di confine conserva una ricchezza culturale che si riflette in archivi, biblioteche e manifestazioni dedicate, offrendo uno spaccato d’identità plurali e dialoghi continui tra passato e presente. Case museo, archivi letterari, targhe commemorative, biblioteche, caffè storici e festival letterari fanno del Friuli Venezia Giulia una regione viva di parole e di storie.
Questi percorsi rappresentano un’occasione unica per integrare la letteratura con la conoscenza del territorio, valorizzando la lingua, le tradizioni e l’identità multiculturale della regione
I percorsi “del saper fare”
In un territorio in cui convivono montagne, colline, pianura e mare, l’arte del “saper fare” si è espressa in forme uniche, legate ai materiali locali, alle necessità della vita quotidiana e alle tradizioni delle diverse comunità. “I percorsi del saper fare” vogliono essere un invito a esplorare i luoghi, i mestieri e le mani che mantengono viva l’anima artigiana del Friuli Venezia Giulia. Un viaggio alla scoperta di botteghe, laboratori, musei e piccoli centri produttivi dove la tradizione incontra l’innovazione. Attraverso visite guidate, laboratori pratici e incontri con maestri artigiani, le classi potranno entrare in contatto diretto con il patrimonio materiale e immateriale della regione, esplorando il valore del lavoro manuale, della creatività e del sapere tramandato.
Queste esperienze interdisciplinari sono possibili in tutto il territorio regionale partendo da Maniago con i mestieri del fabbro e del coltellinaio, Pesariis con i suoi orologi, la zona della Carnia con i suoi artigiani del legno ma ancora le produzioni di “scarpets” le tradizionali scarpe friulane, i laboratori di liuteria e la produzione di strumenti musicali, l’arte del mosaico e tanto ancora.
FRIULI VENEZIA GIULIA
Via Aquileia, 46 – 33077 Ronchi dei Legionari (GO)
Tel. 0431.387111
scuole@promoturismo.fvg.it
www.turismofvg.it
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