Concorso Infanzia e Primaria: i posti regione per regione e la preselezione

Sono complessivamente 12.863 i posti a concorso per infanzia e primaria, 4 mila in meno dei 16.959 che erano stati previsti un anno fa, prima che il decreto legge 126/2019 operasse una energica sforbiciata per compensare una diversa destinazione di posti. Il maggior numero di posti è riservato al concorso della scuola primaria con 10.937 unità, mentre per la scuola dell’infanzia i posti sono soltanto 1.926. 

Una prima sorpresa viene dalla tipologia dei posti a disposizione: quelli di sostegno (6.847) sono in numero maggiore di quelli comuni (6.016) sia per la primaria che per l’infanzia.

La seconda e vera sorpresa – in parte temuta da qualcuno – è la mancanza di posti in diverse regioni, soprattutto dell’area meridionale. La Campania, ad esempio, non ha nessun posto comune e soltanto 4 di sostegno. Anche la Calabria non ha posti comuni a concorso. E così il Molise.

Per la scuola dell’infanzia non hanno posti comuni a concorso ben otto regioni, tra cui Veneto, Sicilia, Lazio e Puglia, oltre a quelle già evidenziate.
Il Mezzogiorno, l’area che probabilmente avrà il maggior numero di candidati, stimabile almeno intorno al 60% del totale per entrambe le tipologie di concorso, avrà a disposizione non più dell’11% di tutti i posti comuni.

Questo determinerà uno spostamento considerevole di candidati verso le regioni ricche di posti, come, ad esempio, la Lombardia con 1.731 posti (1.509 di primaria e 222 di infanzia), il Piemonte con 647 posti complessivi e l’Emilia con 609.

Il numero elevato di posti in alcune regioni avrà conseguenze sulle procedure concorsuali, a cominciare dalla prova preselettiva. Infatti, se in una regione di quelle con molti posti il numero dei candidati sarà superiore a quattro volte il numero dei posti a concorso nelle diverse procedure (infanzia, primaria), sarà necessaria la prova preselettiva.

Basterà una sola regione con quel vincolo procedurale e tutte le altre regioni dovranno attendere la conclusione di quella singola preselezione prima di potere affrontare la prova scritta a carattere nazionale per tutti.

Probabilmente non ci sarà la prova preselettiva per i posti di sostegno, in quanto il numero dei candidati in possesso del titolo di specializzazione difficilmente potrà essere superiore a quattro volte i posti a concorso in ogni regione.

Se sarà così, potrebbe capitare che per i soli posti di sostegno la procedura concorsuale sia più spedita, senza la prova preselettiva, passando subito alla prova scritta, senza selezione preventiva di nessun candidato.