Bambini al mare, attenzione all’impetigine. I consigli degli esperti

Giugno, la fine della scuola, il sole il mare, la spiaggia… Già, la spiaggia, e dunque la sabbia, delizia dei più piccoli, croce dei genitori per un rischio che puntualmente ritorna proprio in questa stagione: quello di contrarre l’impetigine.

Per conoscere questa infezione, estremamente fastidiosa e da non sottovalutare, può essere utile una visita al sito dell’Ospedale Bambino Gesù. Frequente nei bambini al di sotto di 10 anni, l’impetigine è causata da streptococchi, stafilococchi o da ambedue gli organismi e non necessariamente dipende da precarie condizioni igieniche. La macerazione della cute dovuta all’umidità, piccole lesioni e in generale una immunocompromissione dell’organismo facilitano l’infezione, che si manifesta con piccole vescicole che talvolta generano prurito e possono colpire tutta la superficie corporea, ma interessano generalmente le zone scoperte, specialmente viso, collo, mani e gambe.

Piuttosto contagiosa, l’impetigine viene favorita dalla promiscuità e dal contatto, anche con gli asciugamani. Non va sottovalutata, ma è un problema che nella maggioranza dei casi regredisce facilmente. Solo in caso di trattamento inadeguato si possono verificare delle complicanze.

Per curarla può essere sufficiente una terapia topica a base di disinfettante ed antibiotico e il bendaggio delle lesioni. È inoltre importante escludere la presenza di una patologia preesistente che va trattata successivamente.