Vincolo idrogeologico. Un terzo degli edifici scolastici non lo definisce
Il dramma in corso per l’enorme frana di Niscemi (Caltanissetta) ha richiamato l’attenzione, ancora una volta, sulla diffusa fragilità del nostro territorio, colpito, con crescente frequenza, da alluvioni e da frane, causate anche, ma non solo, dalle mutate condizioni metereologiche.
Le mappe del territorio, elaborate dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione la Ricerca Ambientale), riferite, in particolare, al rischio idrogeologico, hanno rilevato che sul territorio nazionale sono censite ben 684.398 frane, di cui quella di Niscemi è, senza dubbio, attualmente la più importante.
Il dramma di Niscemi che, a parte gli ingenti danni, fortunatamente non ha registrato vittime ma soltanto, ad oggi, 1.500 sfollati, richiama alla memoria la frana di Ischia del 26 novembre 2022 che aveva causato 12 vittime, 462 sfollati e ingenti danni, evidenziando problemi di abusivismo edilizio e vulnerabilità idrogeologica dell’area.
Le aree a rischio idrogeologico prevedono vincoli particolari con specifiche autorizzazioni per proteggere l’ambiente e soprattutto le acque pubbliche dal rischio di danneggiamento, causato da lavori, opere edilizie, disboscamenti o attività di movimento della terra.
I dati di anagrafe di edilizia scolastica, relativi agli edifici scolastici ubicati in aree soggette a diverse tipologie di vincoli, consentono di conoscere quanti si trovano, ad esempio, in aree sottoposte a vincolo idrogeologico, fornendo, implicitamente, una specie di mappa del vincolo.
L’8,2% dei 39.992 edifici scolastici, secondo i dati riportati nel Portale unico del MIM, si trova in aree con vincolo idrogeologico totale (2.860 edifici) o parziale (427), mentre quasi il 60% (esattamente 23.918 edifici, pari al 59,8%) dichiara di non trovarsi in aree soggette a tale vincolo.
Il restante 32% (12.788 edifici), cioè quasi un terzo di tutti gli edifici scolastici, non definisce nulla in merito al vincolo, una risposta – potremmo dire una non risposta – che sottende due possibili ipotesi negative: noncuranza della richiesta di comunicazione da parte dell’Ente Locale responsabile oppure non conoscenza dell’esistenza di quei possibili vincoli sul territorio.
Preoccupante!
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