Studenti ADHD, un’urgenza educativa e sociale. Scopriamo ‘l’ospite inquietante’ della scuola italiana
Disattenzione persistente, impulsività, iperattività, difficoltà a rispettare le regole o a organizzare il lavoro: in classe questi comportamenti vengono spesso interpretati come mancanza di impegno o problemi disciplinari. In molti casi, invece, possono essere segnali di bisogni educativi specifici legati all’ADHD o ad altri disturbi del neurosviluppo. Si stima che gli alunni con questi disturbi siano circa 400 mila (uno ogni 20-25 studenti, in media uno per classe), anche se va precisato che i casi già clinicamente diagnosticati ad oggi sono molti meno, ma si pensa che esistano molti casi ad oggi non diagnosticati.
L’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder), ovvero il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, è un disturbo del neurosviluppo che si manifesta tipicamente in età evolutiva e che coinvolge i processi di autoregolazione. Si caratterizza per difficoltà persistenti nell’attenzione, nel controllo degli impulsi e nella gestione dell’attività motoria. Non si tratta quindi semplicemente di “vivacità” o distrazione momentanea: l’ADHD riguarda il funzionamento delle funzioni esecutive, cioè quei processi cognitivi che permettono di pianificare, organizzare le attività, mantenere l’attenzione sugli obiettivi e controllare il comportamento. Con effetti non trascurabili, di non facile gestione, nelle dinamiche della gestione della classe dove è presente uno o più alunni con queste fragilità.
È da questa consapevolezza che è partito il webinar gratuito “ADHD e disturbi del neurosviluppo a scuola”, promosso da Tuttoscuola in collaborazione con ANPE – Associazione Nazionale dei Pedagogisti Italiani, e che ha avuto una grandissima partecipazione, di cui è ora disponibile la registrazione. L’incontro ha offerto a docenti ed educatori una prima bussola per orientarsi tra manifestazioni comportamentali, quadri diagnostici e possibili strategie educative, con un messaggio chiave: prima di correggere un comportamento, occorre comprenderlo.
Quando mancano strumenti interpretativi adeguati, il rischio è duplice. Da un lato insegnanti ed educatori possono sentirsi soli nella gestione di situazioni complesse; dall’altro l’alunno rischia di essere letto esclusivamente attraverso la lente del “non si impegna” o del “disturba la classe”. In realtà, dietro molte difficoltà possono esserci caratteristiche specifiche legate alle funzioni esecutive, alla regolazione dell’attenzione o al controllo dell’impulsività.
Proprio per rispondere al forte interesse suscitato dal webinar nasce ora un percorso formativo più strutturato: il nuovo corso – curato da Tuttoscuola, ente accreditato MIM per la formazione e da ANPE – “Disturbi del neurosviluppo e l’ADHD in contesto scolastico ed educativo”, pensato per docenti di ogni ordine e grado, educatori, pedagogisti e figure impegnate nei processi di inclusione.
Il corso – acquistabile da oggi anche con la “nuova” Carta del docente – si svolgerà online in modalità sincrona tra aprile e maggio 2026 e prevede quattro webinar di due ore ciascuno (per un totale di otto ore), con registrazioni e materiali sempre disponibili per i partecipanti. L’obiettivo è accompagnare i professionisti dell’educazione dal quadro teorico alle strategie operative da utilizzare in classe.
Il primo modulo, in programma il 10 aprile, sarà dedicato ai fondamenti teorici e diagnostici dei disturbi del neurosviluppo, con un focus sull’ADHD secondo il DSM-5 e sulle possibili comorbidità, come disturbi specifici dell’apprendimento, ansia o disturbo oppositivo-provocatorio. Il 13 aprile si approfondirà invece l’impatto di questi disturbi sull’apprendimento e sul comportamento, con particolare attenzione al ruolo delle funzioni esecutive, alla memoria di lavoro e alla dimensione emotiva e relazionale.
Il terzo incontro, il 17 aprile, entrerà nel cuore dell’azione educativa: strumenti e strategie d’intervento in classe, dalle modifiche dell’ambiente di apprendimento all’analisi funzionale del comportamento attraverso il metodo ABC, fino alle strategie evidence-based come rinforzi, token economy e prompting. L’ultimo modulo, il 13 maggio, sarà dedicato alla costruzione della rete di supporto: collaborazione tra scuola, famiglia e servizi specialistici e sviluppo di un’alleanza educativa efficace.
Tra i relatori coinvolti figurano Stefania Cerino, Flavio Gioia, Giuseppe Ignazio Iunior e Maria Giovanna Mascolo, professionisti con competenze pedagogiche e psicopedagogiche nel campo dell’inclusione.
Il corso è disponibile in offerta a 68 euro (anziché 85) fino alla mezzanotte del 17 marzo 2026, con la possibilità di acquistare anche la formula che include l’abbonamento a Tuttoscuola. Ai partecipanti vengono fornite registrazioni, slide e attestato finale.
In un contesto scolastico sempre più complesso, segnato dall’aumento delle segnalazioni e dalla necessità di costruire alleanze educative solide, la formazione diventa uno strumento essenziale. Non solo per comprendere meglio i disturbi del neurosviluppo, ma soprattutto per rispondere alla domanda che molti insegnanti si pongono davanti alle difficoltà quotidiane della classe: “Domani mattina, concretamente, cosa posso fare?”. Questo percorso – che potete scoprire a questo link: https://www.tuttoscuola.com/prodotto/disturbi-del-neurosviluppo-e-ladhd-in-contesto-scolastico-ed-educativo/ – prova a offrire proprio quella risposta, mettendo insieme conoscenze scientifiche e strumenti operativi per una inclusione autentica.
Per approfondimenti:
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