Roberto Bolle: ‘Sogno una scuola che non dimentichi di sviluppare e di stimolare la parte artistica e creativa dei ragazzi’

Di Sara Morandi

Il Maestro Roberto Bolle, celebre danzatore e figura emblematica nel panorama artistico internazionale, ha sempre avuto un sogno: una scuola che non trascuri di sviluppare e stimolare la parte artistica e creativa dei giovani. Questo sogno si riflette nella sua dedizione alla “Roberto Bolle Foundation”, un’organizzazione che si impegna a sostenere la danza, sia in Italia che nel mondo, con un’attenzione particolare alle nuove generazioni. La Fondazione si pone l’obiettivo di rendere la danza accessibile ad un pubblico più ampio, promuovendo un accesso inclusivo e valorizzando il contributo culturale e sociale di quest’arte.

Recentemente, Bolle è stato insignito della laurea honoris causa per il suo straordinario contributo alla danza come forma di espressione culturale e sociale. Questo riconoscimento celebra il suo impegno nel portare la danza oltre i confini tradizionali dei teatri, avvicinandola al grande pubblico attraverso iniziative come la festa della danza “OnDance” e progetti educativi nelle scuole. La visione di Bolle è chiara: utilizzare la danza come strumento per migliorare e arricchire la vita delle persone, promuovendo valori fondamentali come la disciplina, il rispetto e l’impegno.

Recentemente, Le è stata conferita la laurea honoris causa per il Suo contributo alla danza come forma di espressione culturale e sociale. Quali sono stati i momenti più significativi della Sua carriera che ritiene abbiano maggiormente influenzato questo riconoscimento?

“Sono molto contento di aver ricevuto questa laurea ad honorem, che riconosce in qualche modo il percorso che ho intrapreso sin da giovanissimo. Si tratta di un cammino attraverso il quale ho cercato di portare la danza fuori dai teatri, e credo che questo sforzo sia stato apprezzato da coloro che hanno deciso di assegnarmi questo importante e prestigioso riconoscimento onorifico. Ho cercato di proporre la danza in modi diversi, dai grandi eventi nei teatri alle arene e piazze, fino ad arrivare alla prima serata televisiva. La festa della danza di “OnDance”, che torna a Milano da otto anni e la creazione di una fondazione, sono solo alcuni dei progetti che ho realizzato per avvicinare quest’arte, spesso considerata raffinata ed esclusiva, al maggior numero di persone possibile. Sono convinto dell’importanza e del valore che la danza può avere nel migliorare e arricchire la vita delle persone ad ogni livello”.

Durante il Suo memorabile discorso – presso l’università di Firenze – ha sottolineato come la danza insegni disciplina, ascolto e rispetto. Qual è una lezione di vita che ha appreso dalla danza e che desidera trasmettere ai giovani danzatori?

“La danza è una grande maestra di vita, poiché insegna valori come la disciplina, il rispetto e l’impegno quotidiano, elementi fondamentali in ogni ambito e settore della vita. Personalmente, ho capito quanto sia stato importante crescere con questi valori fin da giovane. A volte non è facile, tuttavia, la quotidianità nel ricercare e migliorare sé stessi, sia fisicamente che mentalmente, accresce la voglia di creare e progredire. Nonostante le difficoltà, le cadute e i sacrifici, questa forza di carattere che si sviluppa e cresce con te diventa di grande utilità nell’affrontare tutte le sfide della vita”.

La “Roberto Bolle Foundation” si impegna a sostenere la danza in Italia e nel mondo, con un focus particolare sulle nuove generazioni. Quali sono i progetti futuri della Fondazione per promuovere un accesso più inclusivo alla danza?

“La fondazione ha avviato un’iniziativa focalizzandosi su progetti educativi scolastici. In particolare, da ottobre (2025), abbiamo introdotto la danza in undici scuole della provincia di Milano. In questi istituti di scuola media, gli studenti possono seguire una lezione di danza per un’ora alla settimana. Questo progetto è nato dalla consapevolezza di quanto sia utile per i ragazzi. Ho già visitato alcune scuole e ho constatato quanto sia importante per i giovani sentire il proprio corpo, interagire con gli altri, percepire lo spazio e prendere coscienza di tutti questi elementi. Elementi che molti di noi danno per scontati, ma che per tanti ragazzi non lo sono. Questo percorso li aiuterà veramente ad avere più fiducia in loro stessi”.

Se potesse creare una scuola ideale per i giovani del domani, quali caratteristiche e valori fondamentali desidererebbe che avesse? Come dovrebbe essere la scuola dei Suoi sogni?

“Mi piacerebbe una scuola che non dimentichi di sviluppare e di stimolare la parte artistica e creativa dei ragazzi, specialmente considerando che siamo in Italia, la patria dell’arte e della creatività. Questo paese ha dato i natali a moltissimi artisti che hanno fatto la storia dell’arte mondiale. Vorrei una scuola che riesca a trovare spazio per la musica, il canto, la pittura e la danza, e che sappia parlare ai ragazzi coinvolgendoli, trasmettendo loro anche un senso civico e rispetto per le persone. Ritengo che l’educazione sentimentale sia molto importante e, in questi tempi, la scuola dovrebbe ricoprire anche questo ruolo, dato che le famiglie, purtroppo, lo svolgono un po’ meno”.

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