Povertà educativa e generazione digitale: al via ‘Allenarsi al futuro’, un progetto sulla povertà educativa nel nord-ovest

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Comprendere le trasformazioni che stanno interessando le nuove generazioni, intrecciando voci, dati ed esperienze per costruire interventi efficaci. È questo l’obiettivo di “Allenarsi al Futuro”, un progetto dell’Associazione Futuri Probabili realizzato con il sostegno della Fondazione CRT, insieme a Fondazione Cariplo e Fondazione Compagnia di San Paolo.

Il progetto adotta un approccio multilivello che integra analisi dei dati e osservazione diretta, con l’obiettivo di intercettare anche i giovani più difficili da raggiungere e offrire una lettura più completa delle condizioni educative. Sviluppato con il coinvolgimento degli Uffici Scolastici Regionali di Liguria, Piemonte e Lombardia, ha portato alla definizione di un format innovativo e replicabile, che unisce ricerca qualitativa e quantitativa, ascolto diretto e produzione multimediale.

La ricerca sul campo coinvolge oltre 500 giovani tra i 6 e i 16 anni in circa 100 contesti del Nord-Ovest, tra scuole e territori, includendo anche minori fuori dai percorsi scolastici. Il materiale raccolto – tra cui circa 1.500 ore di riprese e contributi di comunità educante – sarà rielaborato in una produzione multimediale articolata in 15 docufilm tematici, per un totale di circa 300 minuti.

Progetti come ‘Allenarsi al Futuro’ rappresentano un tassello importante del nostro impegno per comprendere e affrontare le nuove forme di povertà educativa. In un contesto segnato da trasformazioni profonde, riteniamo fondamentale affiancare all’analisi dei dati l’ascolto diretto dei giovani, veri protagonisti di questo progetto innovativo, così da restituire una lettura più autentica del fenomeno – afferma la Presidente della Fondazione CRT Anna Maria Poggi – Questo progetto, fortemente innovativo, si fonda sulla collaborazione con l’Associazione Futuri Probabili, con altre fondazioni profondamente radicate e incisive sul territorio, oltre che con gli uffici scolastici territoriali e con l’intera comunità educante, composta da docenti, famiglie e ragazzi. Un modello di lavoro improntato alla sinergia e alla condivisione di competenze, elementi decisivi per costruire risposte efficaci e durature”.

Il progetto si inserisce in un contesto caratterizzato da criticità rilevanti: circa un terzo della popolazione italiana è analfabeta funzionale e il 21% dei quindicenni non raggiunge adeguate competenze nella comprensione del testo. Oltre due terzi degli studenti utilizza l’intelligenza artificiale per la produzione linguistica, mentre tra gli adolescenti si registrano oltre 500 mila casi di dipendenza digitale e più di 100 mila situazioni di isolamento sociale prolungato (hikikomori).

In questo scenario, si osservano un calo del rendimento scolastico e della capacità di attenzione, insieme a un indebolimento delle competenze linguistiche, accentuati dall’esposizione intensiva agli stimoli digitali. Le nuove tecnologie aprono inoltre a forme inedite di condizionamento, rendendo necessari strumenti educativi e chiavi di lettura adeguate.

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