Nuovo Contratto: oltre il totem della sola anzianità per la progressione di carriera

L’ARAN ha convocato per il prossimo 11 marzo i sei sindacati rappresentativi della scuola per l’apertura delle trattative per il rinnovo del CCNL del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-27. Dovrebbe essere normale che a inizio 2026 si parli di Contratto per il periodo 2025-27, ma non è così. In passato c’è sempre stato un cronico ritardo, che questo Governo ha drasticamente ridotto.

In proposito, il ministro Valditara, alla vigilia dell’avvio della nuova contrattazione, ha ricordato che il Governo Meloni ha già sottoscritto due CCNL per il comparto: nel gennaio 2024 il contratto del 2019-21 con aumenti medi di 123 euro per i docenti e di 89 euro per gli Ata; nel novembre 2025 è stato sottoscritto il rinnovo del contratto 2022-24 con incrementi medi di 150 euro per i docenti e di 120 per il personale Ata.

Per il nuovo contratto 2025-27, il ministro ha osservato che, se si riuscisse a chiudere la trattativa quest’anno, i docenti statali otterrebbero un aumento complessivo di 416 euro lordi al mese distribuiti su tre rinnovi consecutivi: “Un risultato mai visto”, secondo lo stesso ministro.

Oltre all’aspetto economico che, comunque, potrebbe favorire un possibile miglioramento della ancora penalizzante posizione retributiva dei docenti italiani rispetto ai colleghi degli altri Paesi dell’Unione, il prossimo rinnovo contrattuale sarà chiamato anche ad affrontare alcune questioni importanti, non trattate nei precedenti contratti.

In particolare, l’atto d’indirizzo 2025-27 sottolinea la necessità di «prevedere una formazione sempre verificata, valutata e incentivata».

Conseguentemente, il CCNL 2025-27 «dovrà delineare, per coloro che abbiano positivamente superato la formazione, una distinzione dell’incremento retributivo per il personale docente a cui siano conferite le funzioni di supporto al piano dell’offerta formativa, in una parte fissa, connessa al positivo superamento della intera fase formativa, e in una ulteriore parte non fissa, connessa all’effettivo impiego nelle suddette attività di supporto secondo le esigenze della Istituzione scolastica».

Si tratta di una possibile rottura con il passato contrattuale che, al di là della rituale disponibilità sindacale a inserire mirate accelerazioni o differenziazioni della progressione stipendiale collegate alla qualità dell’insegnamento, ha comunque sempre confermato l’anzianità come unico fattore di progressione della carriera. Segnali di una sensibilità diversa tra i docenti rispetto a quello che è stato da sempre un tabù si colgono da più parti.

Dati estremamente interessanti vengono dall’ampia Indagine “Essere insegnanti oggi. Per una rinnovata professionalità”, promossa da CISL Scuola e da Tuttoscuola, con il contributo scientifico della Fondazione Tarantelli, che ha intervistato quasi 10 mila docenti (mettiamo a disposizione il testo integrale qui). Ebbene, meno di un insegnante su 5 pensa che l’incremento della retribuzione dovrebbe dipendere esclusivamente dall’anzianità professionale, quindi su un criterio predeterminato indipendente da quanto e come si lavora. La stragrande maggioranza ritiene che debba poggiare sulla qualità dell’effettivo apporto di ciascuno, sulle mansioni svolte e su compiti organizzativi e gestionali (25%), e anche su un sistema di crediti formativi e professionali attendibili (4%). Una fotografia che mostra un mutamento profondo nell’orientamento della categoria, ormai sempre meno incline a “fare parti uguali tra diversi”. A conferma di questa tendenza, la percentuale di quella minoranza che vuole la progressione salariale basata solo sull’anzianità decresce dagli over 60 (tra i quali non supera comunque il 22%) al diminuire dell’età (solo al 7% tra chi ha tra 25 e 30 anni).

Un segnale imprescindibile per Governo e sindacati ora che si avviano le discussioni per il nuovo contratto. Per evitare che questa innovazione contrattuale finisca per sfarinarsi nella contrattazione d’istituto, sarà assolutamente necessario che il CCNL fissi, in modo rigido e chiaro, contenuti criteri e misure per l’incremento retributivo connesso alla formazione.

Per approfondimenti:

Essere insegnanti oggi: online l’indagine di Cisl Scuola e Tuttoscuola, in collaborazione con la Fondazione Tarantelli

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