Non basta parlare di pace o desiderarla. Va costruita per ritornare umani

di Renato Di Nubila*

L’educazione e, in particolare, l’Educazione alla Pace, sono i temi che hanno dato vita a San Marino, alla 7° Edizione del “Forum del dialogo con i costruttori di Pace”.

Ce lo ha ricordato la recente Giornata mondiale dell’Educazione, del 24 gennaio, istituita dall’ONU. Mentre cresce sempre più la schiera di quanti sono ormai convinti che “l’Educazione può salvare questa società disorientata, condizionata da odio e violenza…”, e che trovano conferma nell’ultimo Rapporto Censis, quando ricorda che ”Il 74,6% dei 16-19enni insoddisfatti pensa che la vita vera sia fuori dalle mure scolastiche”. Lo ripete spesso Papa Leone, incoraggiando anche i giovani ad essere “costruttori di Pace… e di una “pace disarmante”. A tutti i partecipanti è parsa chiara la motivazione proposta dal Forum di non fermarsi solo al senso della Pace come assenza di guerra, per puntare invece alla creazione di un rapporto di relazioni serene e positive negli ambienti di vita di ognuno: in famiglia, sul lavoro, nelle associazioni, nelle istituzioni.

Lo hanno sottolineato i relatori e le testimonianze presenti con riferimento agli ambienti di famiglia, alla vita associativa, alle istituzioni culturali., in una parola, al crescente bisogno di educazione. La presenza  dei Sindacati, con i loro Segretari generali ha colto il senso dell’evento, puntando alla valorizzazione della scuola, dell’ambiente di lavoro, delle relazioni fra lavoratori e datori di lavoro, del rapporto con le istituzioni educative. Non è mancato chi ha messo in evidenza le possibili critiche di quanti siano pronti a ritenere solo “vacua utopia” questa impostazione. Un rischio sempre possibile. Ma  c’è stato anche chi, ricordando Giorgio La Pira, noto “sindaco di Firenze”, che spesso ripeteva:” L’utopia è il sogno più concreto di chi ci crede, ma con i piedi a terra e sguardo in avanti”. Come dire: agiamo con grande realismo e con tanta speranza!

Ai presenti è stato possibile avviare un’efficace riflessione ad alta voce ed una serie di proposte che hanno dato senso alle conclusioni del Forum che, negli interventi di relatori di alto profilo professionale e di coraggiose testimonianze, ha puntato proprio a stimolare riflessioni personali e discussione, anche per non dare per scontato il senso profondo della Pace. E’ infatti sempre vivo oggi il rischio di accontentarsi di desiderare, di narrare, di descrivere la Pace e di fare poco o nulla per “costruirla”. Anzi qualcuno, ancora oggi, si accontenta di ripetere il vecchio detto latino: ”Si vis Pacem, para bellum” senza capirne la ricaduta politica e sociale.

Ma all’antica teoria “Si vis pacem, para bellum”(di Eraclito, di Tucidide, di Hobbes, di Schmitt…) possiamo contrapporre la versione di Aristotele, di Agostino, di Tommaso, di Maritain:  ”Si vis pacem, para civitatem!”, come dire: se vuoi la pace civilizza la società! Il 7° Forum del Dialogo con i costruttori Pace ha voluto  trasmettere   e condividere alcuni dei messaggi più significativi e meglio armonizzabili con l’azione educativa. Un incoraggiamento che è venuto dai memorabili messaggi di Papa Francesco e dai messaggi di Papa Leone e dei Capitani Reggenti della Repubblica di San Marino – che hanno concesso un’Udienza ai partecipanti – per una cura particolare dell’educazione al dialogo e alla socialità vissuta. Allora, pensiamo che sia stata ben condivisa la raccomandazione di parlare di pace “non tanto e solo come assenza e negazione della guerra, ma anche come condizione di benessere, di giustizia, di armonia diffusa, segnata da relazioni sane e positive, da rispetto reciproco, da collaborazione, da coesione sociale…” come obiettivi conseguibili con l’educazione.

E’ piaciuto ricordare anche alcuni illustri cultori laici della Pace, come la grande Pedagogista Maria Montessori che (in Educazione e Pace, del 1949) scriveva: ”Costruire la Pace è essenzialmente l’opera della scuola, la politica può solo evitare le guerre L’educazione assume oggi, in questi tempi difficili, un’importanza veramente illimitata…L’educazione è l’arma della Pace…che non risiede negli insegnamenti che l’adulto può dare ai giovani, ma nello sviluppo normale dell’uomo nuovo…capace di costruire il nuovo mondo della Pace…”. Molto opportune sono sembrate, in proposito, anche  le parole del Mahatma Gandhi: ”Il giorno in cui il potere dell’amore fraterno supererà l’amore per il potere, il mondo potrà scoprire il senso vero della Pace!”.

Ai Sammarinesi è piaciuto anche ricordare che sulla parete sinistra della Sala del Consiglio Grande e Generale  campeggia solenne un  medaglione con un impegno di grande valore per la piccola Repubblica e, in questi termini : PAX ET CONCORDIA CIVIUM, QUA NIL IN REPUBLICA SALUBRIUS”.  (In Repubblica, niente è più salutare della Pace e della concordia fra i cittadini).

La pubblicazione degli  Atti  del Forum raccoglie fedelmente i tanti segnali positivi ricevuti, per essere costruttori di Pace, dai relatori e dalle testimonianze coraggiose e instancabili in situazioni di grave indigenza, di abbandoni, di fame, di guerre. Costruire la Pace è allora un processo culturale che va declinato con un’azione educativa tenace e coerente, specialmente in tempi come questi, per i quali la sfida della Pace offre l’opportunità di ritornare ad essere umani. Allora un modo più efficace e duraturo per garantire la pace potrebbe essere quello di costruire istituzioni di Pace (come un Ministero della Pace!) e allontanare le cause delle guerre, come proponeva già don Oreste Benzi, molti anni fa.

Ci ha aiutato in questo intento Papa Leone che, recentemente ha osservato: ”La pace  non è un’utopia spirituale, è una via discreta, fatta di gesti quotidiani che intreccia pazienza e coraggio, ascolto e azione. E che chiede oggi – agli adulti e ai giovani – una presenza vigile e generativa”.

*Responsabile scientifica del Forum del Dialogo

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Di educazione che costruisce pace abbiamo discusso anche noi di Tuttoscuola nel corso dell’evento organizzato presso l’Istituto Buontalenti di Firenze lo scorso 12 marzo. In un’aula decorata con murales e arredata con cubi e morbidi colorati, Tuttoscuola ha avuto infatti l’occasione di presentare tre esperienze legate al progetto editoriale ‘La scuola che sogniamo’ di cui dal 2019, ogni mese, la rivista presenta un modello lanciando un dibattito aperto tra i lettori. La narrazione delle tre esperienze che si sono succedute ha creato un clima di sospensione, emozioni forti e riflessione attenta e profonda. Le persone presenti all’evento, mentre si succedevano i racconti, sono rimaste immerse in un silenzio molto distante dallo spensierato e frettoloso frastuono della fiera, per concentrarsi su situazioni e accadimenti drammatici e profondamente coinvolgenti. Lo raccontiamo qui.

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