Hikikomori in crescita in Italia, dilagano in Giappone
Un sondaggio effettuato dalla Associazione Hikikomori Italia Genitori ETS nel mese di novembre 2025, il secondo dopo quello realizzato nel febbraio 2019, quando per la prima volta si cominciò a parlare del fenomeno del “ritiro sociale” in Italia, utilizzando il termine che in giapponese significa “farsi da parte” o “isolarsi” (qui la notizia da noi pubblicata al tempo), conferma in buona misura quanto rilevato nella prima indagine, evidenziando che il problema riguarda soprattutto i maschi (oltre l’80%), con un’età media attorno ai 22 anni (ma le cronache degli ultimi anni parlano in molti casi di adolescenti).
L’Associazione rileva che la distribuzione geografica dei soci è sbilanciata: la maggior parte dei genitori iscritti risiede nel Nord Italia, mentre il Sud e le Isole risultano ancora significativamente sottorappresentati: “un dato che potrebbe riflettere sia una diversa propensione alla richiesta di aiuto sia una minore diffusione dei gruppi territoriali”.
Il nuovo sondaggio conferma anche il fatto che il livello di scolarizzazione medio delle famiglie con figli in ritiro sociale resta superiore alla media nazionale. Una constatazione che sembra suggerire una possibile correlazione tra fenomeno degli hikikomori e contesti familiari caratterizzati da un elevato status socio-culturale, una correlazione che è stata rilevata anche in Giappone, dove il fenomeno investe oltre un milione di giovani, e che sembra potersi spiegare con la forte pressione sociale, che spingerebbe i giovani al ritiro totale per non deludere le aspettative familiari, e che merita ulteriori approfondimenti per comprendere se e in che modo intervenire sui percorsi educativi per evitare che le aspettative percepite dai ragazzi si traducano in frustrazione e autoisolamento.
In questa direzione si muove in Italia il “Tavolo Integrato Ritiro Sociale Volontario, recentemente istituito dalla Provincia di Trento, che avvalendosi di una vasta rete di apporti scientifici e istituzionali punta a condividere buone pratiche e a costruire risposte coordinate, individuando precocemente i segnali di isolamento e supportando le famiglie.
Per una più approfondita informazione sul sondaggio dell’Associazione è disponibile un dettagliato report che è possibile visionare e scaricare gratuitamente da questo link.
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