Educazione sessuo-affettiva: referendum legittimo per la Cassazione, ma nel merito decide la Corte Costituzionale

Il comitato promotore del referendum per l’abrogazione della legge 9 giugno 2026, n. 104 – che prevede il consenso preventivo scritto dei genitori per la partecipazione dei figli alle attività didattiche extracurricolari in materia di educazione sessuale e affettiva – dà la notizia dell’ok della Cassazione alla regolarità formale del quesito referendario, che ora passa alla Corte Costituzionale per la valutazione della sua ammissibilità.

Nell’ipotesi che la Corte emettesse rapidamente (cioè prima del 10 febbraio 2027) una sentenza positiva, il testo dovrebbe essere pubblicato per legge entro tale data (il 10 febbraio), e il Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, dovrebbe indire il referendum in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno 2027. Usiamo il condizionale non solo per rispetto della Corte, che decide in autonomia il suo corposo calendario, ma anche perché il referendum (che comunque richiede la partecipazione di almeno il 50% degli aventi diritto al voto per essere valido) si effettuerebbe, in tal caso, in un periodo nel quale potrebbero tenersi anche le elezioni politiche, ove fossero anticipate, ipotesi al momento non esclusa, e ci saranno comunque quelle amministrative in alcuni grandi Comuni tra cui Roma, Milano, Napoli, Torino e altri.

Deciderà la Corte, che sulla base di una giurisprudenza consolidata valuterà essenzialmente l’omogeneità, la chiarezza, la completezza e la coerenza del quesito, non il suo contenuto, la cui valutazione spetterà ai cittadini in caso di ammissione del referendum. Comunque l’eventuale vittoria del sì non introdurrebbe, di per sé, una nuova disciplina della materia, che resterebbe non normata dal punto di vista legislativo.

La legge, approvata il 9 giugno, è stata pubblicata il 22 giugno 2026 ed è entrata in vigore il 7 luglio. Le scuole secondarie (per primaria e infanzia non è prevista educazione sessuale, salvo quella curricolare) devono dunque applicarla a prescindere dalla iniziativa referendaria. I materiali didattici in materia di sessualità devono essere messi a disposizione per la consultazione, e la richiesta di utilizzarli va presentata almeno sette giorni prima dello svolgimento delle attività. I relativi progetti devono illustrate obiettivi, contenuti, modalità ed eventuale partecipazione di esperti esterni: in ciò consiste il “consenso informato”.

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