Competenze non cognitive e trasversali: emanato il decreto su sperimentazione nazionale. In arrivo avviso per le scuole

Emanato il decreto ministeriale n. 6 del 15 gennaio 2026 che avvia la sperimentazione nazionale per lo sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici, in attuazione della legge 19 febbraio 2025, n. 22. Il provvedimento – firmato dal Ministro Giuseppe Valditara – è stato inviato agli organi di controllo e, nelle more della conclusione dell’iter che porterà alla pubblicazione ufficiale, il Ministero sta lavorando all’avviso pubblico per la raccolta delle candidature delle scuole, che dovrebbe essere diffuso a breve .

Chi può partecipare

La sperimentazione, di durata triennale (2025/26–2027/28), è rivolta a un’ampia platea di istituzioni:

– scuole dell’infanzia, istituzioni scolastiche del primo e del secondo ciclo, statali e paritarie;
– Centri provinciali per l’istruzione degli adulti (CPIA).

Le candidature potranno essere presentate singolarmente o in rete, con la collaborazione di università, scuole superiori di mediazione linguistica, consorzi universitari ed enti accreditati per la formazione, purché in possesso di comprovata esperienza nello studio o nella ricerca sulle competenze non cognitive e trasversali.

Cosa dovranno contenere i progetti

Il decreto dettaglia con precisione gli elementi caratterizzanti delle proposte progettuali che saranno oggetto di valutazione. Tra questi:

– la descrizione sintetica del progetto (obiettivi, attività, risultati attesi);
– le modalità di individuazione dei destinatari, con indicazione di numeri e caratteristiche di studenti/classi coinvolte;
– le competenze non cognitive e trasversali che si intendono sviluppare, con particolare attenzione a accessibilità e inclusione di studenti con disabilità e BES;
– l’uso di metodologie didattiche attive, partecipative e innovative;
– il partenariato (soggetti coinvolti, ruoli e ambiti di intervento);
– l’integrazione nel curricolo e nella progettazione didattica e formativa;
– criteri e strumenti di rilevazione coerenti con la certificazione delle competenze e con le competenze chiave europee;
– monitoraggio, valutazione e rendicontazione degli effetti sul successo formativo e sulla riduzione della dispersione e della povertà educativa.

Le scuole, al momento della candidatura, potranno inoltre descrivere il contesto di riferimento e i bisogni emergenti, valorizzando esperienze pregresse coerenti con il tema.

Come avverrà la selezione

La selezione delle proposte sarà affidata a una Commissione tecnica nominata dal Direttore generale per gli ordinamenti scolastici. I criteri di valutazione riprendono quelli condivisi nel confronto con le parti interessate:

– coerenza complessiva con le finalità della sperimentazione;
– adeguatezza rispetto agli elementi caratterizzanti;
– esperienza pregressa sul tema;
– operatività in contesti socio-demografici complessi, con attenzione a dispersione implicita ed esplicita e a profili di fragilità.

Per le scuole del primo e del secondo ciclo, su quest’ultimo criterio, la Commissione utilizzerà direttamente i dati di INVALSI, senza necessità di documentazione aggiuntiva; per infanzia e CPIA, il punteggio deriverà dalle informazioni fornite nella descrizione del contesto.

Avviso pubblico e tempi

L’avviso pubblico sarà accompagnato da un formulario che ricalca gli elementi sopra indicati e da un documento di indirizzo a supporto delle scuole. I tempi previsti sono circa venti giorni dalla pubblicazione dell’avviso per l’invio delle candidature.
Sarà necessario allegare la delibera del collegio dei docenti; in caso di reti, l’accordo di rete potrà essere perfezionato anche successivamente, qualora emergano difficoltà in fase iniziale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA