Carta docente, UIL Scuola: ‘Bene l’estensione ai supplenti al 30 giugno, ma l’importo non va ridotto e gli ATA non possono restare esclusi’

Si allarga la platea dei beneficiari della Carta docente, ma restano alcune criticità che il sindacato chiede di affrontare. È la posizione espressa dalla UIL Scuola Rua al termine di un incontro dedicato alle novità previste per la Carta del docente 2026. Il giudizio del sindacato guidato da Giuseppe D’Aprile è nel complesso positivo per l’estensione del bonus ai supplenti con contratto fino al 30 giugno, una misura rivendicata da tempo dal sindacato. Ma, allo stesso tempo, la UIL avverte: occorre evitare una riduzione dell’importo annuale – finora pari a 500 euro – e superare quella che viene definita una “ingiustizia evidente”, cioè l’esclusione del personale ATA.

Estensione ai supplenti e al personale educativo

La novità principale riguarda proprio l’ampliamento della platea dei beneficiari. La Carta docente, lo strumento destinato alla formazione e all’aggiornamento professionale degli insegnanti, viene estesa anche ai docenti con contratto fino al 30 giugno e al personale educativo. Secondo la UIL Scuola si tratta di un passo importante, perché riconosce il lavoro svolto da migliaia di insegnanti precari che ogni anno garantiscono il funzionamento delle scuole.

«Abbiamo ribadito l’importanza di reperire ulteriori risorse evitando di ridurre l’importo della Carta docente, che finora è stato pari a 500 euro annui», ha sottolineato il segretario generale D’Aprile, evidenziando come l’estensione della misura rappresenti una risposta a una richiesta avanzata da tempo dal sindacato.

La questione delle risorse

Proprio l’ampliamento della platea pone però un tema centrale: quello delle risorse disponibili. Se il numero dei beneficiari aumenta, spiegano dalla UIL, è necessario individuare nuovi finanziamenti per evitare che il valore individuale del bonus venga ridotto. Il timore del sindacato è che, in assenza di fondi aggiuntivi, l’estensione del beneficio possa tradursi in un ridimensionamento dell’importo riconosciuto a ciascun docente. Per la UIL Scuola, invece, il valore della Carta dovrebbe restare quello attuale, pari a 500 euro annui, considerato uno strumento ormai consolidato per sostenere la formazione continua dei docenti.

Il nodo ATA: “un’esclusione ingiustificata”

Un’altra criticità segnalata dal sindacato riguarda l’esclusione del personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Secondo la UIL Scuola, infatti, il personale ATA rappresenta una componente fondamentale della comunità scolastica e contribuisce in modo decisivo al funzionamento quotidiano degli istituti. Per questo motivo il sindacato ritiene ingiustificata la mancata estensione della Carta anche a questa categoria di lavoratori. La richiesta è quindi quella di aprire una riflessione più ampia sugli strumenti di formazione e aggiornamento destinati a tutto il personale della scuola, non solo ai docenti.

Indicazioni operative per le scuole

Infine, la UIL Scuola ha richiamato l’attenzione su un aspetto organizzativo che riguarda direttamente le istituzioni scolastiche.

Secondo il sindacato, è necessario che vengano fornite indicazioni operative chiare per la gestione delle risorse e delle procedure legate alla Carta docente, soprattutto dopo l’ampliamento della platea dei beneficiari.

L’obiettivo è evitare che nuove incombenze amministrative ricadano sulle segreterie scolastiche, già impegnate in numerosi adempimenti.

La partita, dunque, non è chiusa. L’estensione della Carta docente rappresenta per molti un segnale di attenzione verso il lavoro dei precari, ma il confronto resta aperto su due questioni cruciali: la sostenibilità delle risorse e il riconoscimento del ruolo di tutto il personale della scuola.

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