ANDIS: per i docenti più formazione obbligatoria. Stop al vincolo delle 40+40 ore
Il Consiglio Nazionale dell’Andis (Associazione Nazionale Dirigenti Scolastici), presieduto da Alessandra Francucci, riunitosi a Jesolo il 21 febbraio 2026, ha approvato all’unanimità due ordini del giorno, il primo in materia di reclutamento e formazione continua del personale docente, il secondo relativo alla valutazione dei Dirigenti scolastici.
Molto critico il giudizio sugli attuali meccanismi di reclutamento dei docenti a tempo determinato. “Il ricorso reiterato agli interpelli, soprattutto per alcune classi di concorso e per determinati gradi scolastici (in particolare infanzia e primaria)”, si legge nel primo o.d.g., “evidenzia una difficoltà strutturale nel reperire personale adeguatamente formato. Tale situazione comporta effetti negativi sulla continuità didattica, sulla stabilità dei team educativi e sulla programmazione a medio termine, oltre a generare un appesantimento delle procedure amministrative”. L’Andis denuncia “il rischio di un abbassamento degli standard qualitativi”, ma non si spinge a chiedere l’eliminazione degli “interpelli”, a volte indispensabili per coprire le assenze impreviste dei docenti in servizio.
Chiede invece di “rafforzare e rendere più incisivi i meccanismi di verifica delle competenze professionali” dei docenti in anno di formazione e prova potenziando “il ruolo del tutor, la qualità del mentoring e l’osservazione in classe affinché il periodo di prova non si riduca a un adempimento formale, ma rappresenti un reale momento di consolidamento e validazione delle competenze”. Anche in questo caso non giunge a chiedere esplicitamente la non assunzione di coloro che non superano la prova. Meglio puntare per tutti su una “formazione in servizio coerente con il quadro normativo vigente, rendendola effettivamente obbligatoria, permanente e strutturale” e superando a tal fine “il vincolo delle cosiddette 40+40 ore prevedendo uno spazio dedicato e autonomo di ore annue specificamente destinate alla formazione professionale, sottratte alla logica della mera compensazione oraria”.
Altrettanto netto appare il giudizio espresso dall’ANDIS nel secondo o.d.g., dedicato alla valutazione dei DS svoltasi nell’anno scolastico 2024-2025 con una metodologia che “non riflette la complessità del ruolo del dirigente scolastico”; “non tiene conto delle “evidenze oggettive prodotte, laddove i dati in possesso del Ministero risultavano incompleti o inesatti”; lamenta “la mancanza di feedback valutativi chiari”, mentre “la mancanza di restituzione dei dati aggregati non consente una fotografia unitaria della comunità professionale e rimanda ad una visione della valutazione prettamente individualistica e pertanto potenzialmente autoreferenziale e/o divisiva della categoria”; sono emerse, infine, “forti disomogeneità territoriali da cui si può dedurre che l’obiettivo della maggiore oggettività, rispetto ai precedenti tentativi di valutazione dei dirigenti, non appare realizzato”. Obiezioni che tanti hanno riscontrato. Ma perché non prevedere anche per i Dirigenti scolastici forme di aggiornamento professionale, che peraltro molti già praticano sul campo, anche basate su un sistema di crediti formativi documentabili come per altre professioni importanti? Quella “formazioneeffettivamente obbligatoria, permanente e strutturale” dovrebbe pervadere tutte le figure che si occupano di educazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Solo gli utenti registrati possono commentare!
Effettua il Login o Registrati
oppure accedi via