Addio a Dario Antiseri, filosofo del razionalismo critico e voce della libertà educativa

È scomparso Dario Antiseri, filosofo di statura internazionale, allievo di Karl Popper e tra i più autorevoli interpreti del razionalismo critico in Italia. Aveva fatto parte anche del Comitato di edizione di Tuttoscuola, contribuendo con il suo pensiero rigoroso e il suo costante impegno civile al dibattito culturale ed educativo del nostro Paese. A ricordarlo, tra gli altri, è Valentina Aprea, responsabile del Dipartimento Istruzione di Forza Italia: “La scomparsa di Dario Antiseri priva il mondo culturale italiano di una delle voci più limpide, rigorose e libere del pensiero contemporaneo. Filosofo di statura internazionale, allievo di Karl Popper e instancabile interprete del razionalismo critico”.

Il dubbio come metodo, la libertà come orizzonte

Antiseri ha dedicato l’intera vita allo studio, all’insegnamento e alla diffusione di una cultura fondata sul “dubbio fecondo”, sulla responsabilità della ragione e sul dialogo aperto. Un’impostazione che ha inciso profondamente non solo nel dibattito accademico, ma anche nella riflessione pubblica sui fondamenti della democrazia liberale e sul ruolo dell’educazione in una società pluralista.

Nel suo percorso intellettuale, il tema della libertà educativa è stato centrale. Non come slogan, ma come principio radicato in una visione antropologica e politica: la persona al centro, lo Stato come garante e non come monopolista dell’educazione, il pluralismo delle offerte formative come condizione di una democrazia matura.

Il ruolo nella formazione di docenti e studenti

Gli azzurri ricordano in particolare il ruolo centrale svolto nella formazione di docenti e studenti e il suo impegno civile a favore della libertà educativa”, ha dichiarato Aprea. Un riconoscimento che intercetta un aspetto decisivo dell’opera di Antiseri: la sua attenzione costante alla scuola come luogo di formazione critica, non di trasmissione dogmatica.

Antiseri ha più volte sostenuto che l’educazione non possa essere ridotta a “monopolio culturale e istituzionale”, ma debba valorizzare il pluralismo delle proposte formative e la libertà di scelta delle famiglie, intesa come principio autenticamente democratico. In questa prospettiva si colloca anche il sostegno al cosiddetto “buono-scuola”, letto come applicazione concreta del principio di sussidiarietà.

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