Docenti di Religione, via libera a 2.628 assunzioni: ecco come saranno ripartiti i posti e cosa cambia con il decreto del MIM
Dal 1° settembre 2026 entreranno in ruolo 2.628 insegnanti di religione cattolica. È quanto stabilisce il decreto ministeriale n. 143 del 22 luglio 2026, con cui il Ministero dell’Istruzione e del Merito autorizza le assunzioni a tempo indeterminato per l’anno scolastico 2026/27, dando attuazione al percorso di stabilizzazione avviato con i concorsi ordinari e straordinari banditi nel 2024. Il contingente autorizzato coincide con tutti i posti vacanti e disponibili in organico di diritto dopo le operazioni di mobilità: 991 posti nella scuola dell’infanzia e primaria e 1.637 nella scuola secondaria di primo e secondo grado, per un totale di 2.628 immissioni in ruolo.
Un nuovo tassello nel piano di stabilizzazione degli insegnanti di religione
Il provvedimento rappresenta un passaggio importante nel percorso avviato dal legislatore per ridurre il precariato storico degli insegnanti di religione cattolica. Il decreto richiama infatti le norme che hanno consentito, dopo oltre vent’anni dall’ultimo concorso, lo svolgimento delle due procedure di reclutamento del 2024: quella ordinaria, destinata al 30% dei posti, e quella straordinaria, riservata ai docenti con servizio, cui è stato assegnato il restante 70%.
La distribuzione delle assunzioni per il 2026/27 conferma questa impostazione, ma introduce anche un meccanismo di compensazione destinato a garantire i vincitori dei concorsi ordinari.
Prima le compensazioni, poi lo scorrimento delle graduatorie
Uno degli elementi più rilevanti del decreto riguarda proprio le compensazioni. Prima di procedere alle nomine, gli Uffici scolastici regionali dovranno recuperare i posti spettanti ai vincitori delle procedure ordinarie che non erano stati assegnati nelle precedenti operazioni di immissione in ruolo. Se il contingente disponibile non sarà sufficiente a completare questo recupero, le quote residue saranno recuperate negli anni scolastici successivi.
L’Allegato 1 al decreto quantifica regione per regione le compensazioni ancora da effettuare. Complessivamente risultavano da recuperare 1.809 posti relativi al 2025/26 (869 nella scuola dell’infanzia e primaria e 940 nella secondaria). Per il 2026/27 sarà possibile recuperarne 1.695, mentre resteranno da recuperare 114 posti, tutti riferiti alla scuola dell’infanzia e primaria, da assegnare negli anni successivi.
Le situazioni più significative riguardano alcune regioni dove le disponibilità non consentono di completare il recupero: ad esempio Lombardia (42 posti residui), Emilia-Romagna (37), Marche (17), Veneto (7), Liguria e Umbria (4 ciascuna), Piemonte (3).
Come saranno distribuite le assunzioni
Una volta effettuate le compensazioni, i posti residui saranno assegnati seguendo la ripartizione prevista dalla normativa:
- 70% mediante lo scorrimento delle graduatorie del concorso straordinario;
- 30% attraverso le graduatorie del concorso ordinario.
Qualora una delle graduatorie risultasse esaurita, i posti non assegnati confluiranno nell’altra graduatoria ancora capiente relativa allo stesso ruolo.
L’Allegato 2 al decreto definisce nel dettaglio la distribuzione finale dei posti.
Per infanzia e primaria saranno assegnati:
- 824 posti ai vincitori del concorso ordinario;
- 167 posti alla procedura straordinaria.
Per la scuola secondaria:
- 1.148 posti andranno al concorso ordinario;
- 489 posti alla procedura straordinaria.
Il ruolo degli Uffici scolastici e delle diocesi
Il decreto conferma anche la particolare procedura prevista per l’assunzione degli insegnanti di religione cattolica, che coinvolge sia l’amministrazione scolastica sia l’autorità ecclesiastica.
Spetterà infatti ai Direttori degli Uffici scolastici regionali definire il numero delle assunzioni a livello di ciascuna diocesi. Successivamente l’elenco dei candidati sarà trasmesso all’Ordinario diocesano, chiamato a verificare il possesso dell’idoneità all’insegnamento della religione cattolica.
Solo dopo l’intesa tra l’Ufficio scolastico regionale e l’Ordinario diocesano sarà possibile procedere alla stipula del contratto a tempo indeterminato. Ai docenti sarà quindi assegnata una sede provvisoria, subordinata al positivo superamento dell’anno di formazione e prova. Il decreto ricorda inoltre che nelle assunzioni trovano applicazione le quote di riserva previste dalla normativa vigente.
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