Paritarie: in attesa della riforma sui diplomifici, l’effetto annuncio continua a ridurre il numero degli iscritti

La legge 79/2025 che ha convertito il decreto-legge 45/2025 finalizzato alla prevenzione e al contrasto del fenomeno dei diplomifici, non ha ancora dispiegato i suoi reali effetti, ma tra gli istituti paritari della secondaria di II grado si registra, comunque, per il secondo anno consecutivo una flessione della domanda (studenti iscritti nel 5° anno).

L’attestazione di questo decremento, probabilmente dovuta al solo effetto annuncio della riforma prevista dalla citata legge, voluta dal ministro Valditara tra il 2023 e il 2024 ma approdata e definita in Parlamento soltanto nel 2025, emerge dai dati relativi all’anno scolastico 2024-25, pubblicati recentemente sul Portale unico del MIM.

Prima dell’annuncio, gli studenti iscritti negli istituti paritari della secondaria di II grado nel 5° anno erano stati complessivamente 51.390 (anno scolastico 2022-23), ma già nel 2023-24 il loro numero era sceso a 45.375. Il decremento è continuato, come detto, anche nel 2024-25: 44.503 iscritti. 

Per effetto della flessione della domanda di iscrizione, gli istituti paritari hanno registrato anche una flessione dell’offerta in termini di classi del 5° anno, scese da 2.292 del 2022-23 a 2.178 nel 2023-24, e a 2.059 nel 2024-25.

Nonostante la diminuzione del numero delle classi, risultava consistente quello delle classi collaterali, attestato a 590 unità nel 2023-24 e salito addirittura a 632 nel 2024-25.

Ma se le classi collaterali sono consentite e normate (una classe collaterale in aggiunta ad una classe normale), non lo sono certamente quelle che eccedono il numero consentito (divieto nuovamente confermato dalla legge 79/2025). Obiettivo ben definito dalla legge, ma che avrà bisogno di accertamenti continui (leggi ispezioni: ma ci vuole un congruo numero di ispettori…) per essere rispettato.

Le classi collaterali “eccedenti” nel 2023-24 erano state 185 (31,4% delle 590 collaterali regolari), ma nel 2024-25, prima della riforma prevista dalla legge 79/25 erano salite a 281 (44,5% delle 632 collaterali regolari).

Sono proprio le collaterali eccedenti l’obiettivo della riforma, che ne prevede l’esclusione completa.

Dove si dovrà intervenire per andare al loro superamento? Lo si evince da questa tabella di sintesi, dove la sola Campania – regione “leader” assoluta in questo particolare settore, come risultò dal primo dossier di Tuttoscuola – ne ha attivato oltre due terzi.

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