GPS 2026/28, ordinanza in arrivo e piattaforma pronta al debutto: domande al via tra fine febbraio e metà marzo
L’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) 2026-2028 entra nella fase operativa. Dopo la firma dell’ordinanza ministeriale, attesa ora per la pubblicazione ufficiale, si avvicina l’apertura della finestra per la presentazione delle domande, che – secondo quanto anticipato in ambienti sindacali – potrebbe partire già nei prossimi giorni e chiudersi intorno alla metà di marzo, presumibilmente il 16. Le date definitive saranno rese note solo con la pubblicazione dell’O.M., ma il calendario sembra ormai delineato: avvio delle istanze tra la fine di febbraio, probabilmente dal 25 febbraio, e i primi di marzo, con una finestra temporale contenuta che richiederà attenzione e tempestività da parte degli aspiranti.
Incontro tecnico al Ministero: focus sulla nuova piattaforma
In vista dell’apertura delle funzioni, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha convocato le organizzazioni sindacali per un incontro tecnico fissato per venerdì 20 febbraio alle ore 10.00, presso la sede di viale Trastevere. Al centro della riunione, l’utilizzo e il funzionamento della nuova piattaforma digitale che disciplinerà la presentazione delle domande. Si tratta di un passaggio preliminare ma cruciale: l’aggiornamento delle GPS coinvolge centinaia di migliaia di docenti, tra aspiranti supplenti e personale già inserito nelle graduatorie, e l’efficienza del sistema informatico sarà determinante per garantire una procedura ordinata e trasparente.
Cosa cambia per gli aspiranti
L’aggiornamento 2026-2028 rappresenta un momento strategico per molti docenti: non solo per l’inserimento di nuovi titoli, servizi o abilitazioni, ma anche per la ridefinizione delle posizioni in graduatoria in vista del prossimo triennio. La tempistica ridotta impone una preparazione accurata: verifica dei titoli dichiarabili, controllo del punteggio, raccolta della documentazione necessaria e attenzione alle indicazioni operative che accompagneranno l’ordinanza.
Titoli e punteggi: stretta sul “digitale facile”, più valore ai percorsi solidi
Qui si gioca una partita enorme, perché basta un dettaglio in tabella titoli per spostare migliaia di posizioni.
Come già suggerito nelle scorse settimane dal CSPI , sembra inoltre che emerga la linea di valutare i titoli digitali solo se “certificati” davvero, cioè rilasciati da organismi accreditati Accredia; le certificazioni già dichiarate in passato resterebbero valide, ma con un punteggio complessivo non superiore a 2 punti. Il CSPI, inoltre, chiede esplicitamente di dare più peso ai titoli informatici conformi ai framework europei DigComp 2.2 e DigCompEdu: secondo alcune indiscrezioni potrebbero fruttare ben 4 punti (o addirittura 6). D’altronde sarebbe coerente con l’importanza attribuita da tutti alle competenze digitali per docenti che interfacciano studenti nativi digitali.
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