Iscrizioni a scuola. Perché il liceo classico è molto gradito al Sud e poco al Nord?
La proroga al 21 febbraio del termine delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico consentirà a molte famiglie una scelta ponderata per le tipologie di tempo scuola nel primo ciclo o per l’indirizzo di studi nella scuola secondaria di II grado. Soprattutto per quest’ultima, la scelta tra i tanti indirizzi di studio disponibili costituisce l’inizio di un percorso scolastico pressoché irreversibile verso il diploma, condizionando anche il prosieguo della vita personale.
Tra gli indirizzi disponibili, quello del liceo classico è spesso al centro del dibattito, pur rappresentando una scelta minoritaria, come evidenziato nei servizi dell’ufficio statistica del MIM che da anni riporta, subito dopo la chiusura delle iscrizioni, le percentuali di opzione per il primo anno della secondaria di II grado: 6,2% nel 22/23; 5,8% nel 23/24; 5,3% nel 24/25 e 5,4% nel 25/26.
Sostanzialmente 5 ragazzi su 100 scelgono il liceo classico.
Alcuni commentatori, strenui difensori del liceo classico, si sono spinti ad affermare che il liceo classico viene scelto dagli studenti migliori. Se fosse davvero così, quel 5,4% di ragazzi che scelgono il classico dovrebbe essere confermato sostanzialmente in tutto il territorio nazionale come scelta degli studenti migliori presenti indistintamente ovunque. Ma è davvero così?
Utilizzando i dati della scelta del liceo classico rilevata per ogni regione, viene smentita la tesi di una scelta elitaria, in quanto, rispetto alla media nazionale del 5,4%, lo scostamento è notevole.
Come si può constatare, mentre nel Lazio la percentuale confermata di ragazzi che scelgono il classico sfiora il 9%, in Emilia R. la scelta è quasi del 3%.
Viene confermato da anni che il liceo classico è richiesto soprattutto nelle regioni meridionali, ma scarsamente richiesto nelle regioni settentrionali. Evidentemente la scelta del classico ha motivazioni culturali, sociali e familiari che vanno oltre il merito dei singoli studenti.
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Liceo classico scelta 1° anno |
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regioni |
2023-24 |
2024-25 |
2025-26 |
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Lazio |
9,2% |
8,7% |
8,8% |
|
Sicilia |
9,6% |
8,5% |
8,6% |
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Calabria |
9,0% |
8,5% |
8,5% |
|
Basilicata |
7,9% |
7,4% |
7,2% |
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Molise |
7,4% |
5,5% |
6,9% |
|
Campania |
7,7% |
6,4% |
6,5% |
|
Puglia |
6,8% |
6,2% |
6,5% |
|
Sardegna |
6,4% |
6,2% |
6,3% |
|
Abruzzo |
6,8% |
6,3% |
6,1% |
|
Liguria |
6,9% |
6,5% |
5,6% |
|
Umbria |
6,7% |
5,5% |
5,6% |
|
totale |
5,8% |
5,3% |
5,4% |
|
Marche |
5,3% |
5,0% |
4,8% |
|
Piemonte |
4,1% |
3,8% |
4,2% |
|
Toscana |
4,0% |
3,9% |
4,0% |
|
Lombardia |
3,7% |
3,4% |
3,2% |
|
Veneto |
3,5% |
3,1% |
3,1% |
|
Friuli VG |
3,5% |
2,9% |
3,0% |
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Emilia R. |
3,1% |
2,8% |
2,7% |
Elaborazione Tuttoscuola da dati MIM
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