Violazione dell’obbligo di pubblicazione dei dati da parte del MIM/2. La trasparenza preoccupa qualcuno?

Il Ministero dell’Istruzione, del Merito e della Non Trasparenza.

Pensiamo che nessuno voglia che il palazzone di Viale Trastevere si guadagni sul campo una ulteriore apposizione al nome del Ministero. Tanto meno chi lo guida.

Se è così, è però opportuno che qualcuno si occupi della questione. Con urgenza. Non conosciamo i motivi, ma sono molti, troppi mesi che il Ministero sta venendo meno non solo a un obbligo di legge, ma anche a un fondamento nel rapporto di fiducia tra Pubblica Amministrazione e cittadino.

Non occorre ricordare che i dati sul sistema di istruzione che il Ministero cura e custodisce non sono di proprietà del Ministero e tanto meno di chi pro tempore ha l’onore e l’onere di gestirlo. Sono dati pubblici, a disposizione di tutti i cittadini. Questo vale per tutti i settori della vita pubblica, ovviamente, a parte specifiche restrizioni previste dalla legge (di certo non sono pubblici i segreti militari, per dirne una). Restrizioni che non sono previste per i dati in questione. Anzi la legge stabilisce l’esatto contrario.  

L’interrogazione dell’on. Manzi, riportata nella notizia precedente, coglie nel segno una questione che Tuttoscuola aveva individuato puntualmente da tempo nei seguenti termini.

Il Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, integrato dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97, intitolato “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”, all’articolo 1 (Principio generale di trasparenza) definisce: “La trasparenza è intesa come accessibilità totale dei dati e documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, allo scopo di tutelare i diritti dei cittadini, promuovere la partecipazione degli interessati all’attività amministrativa e favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

Il successivo art. 2 precisa: Ai fini del presente decreto, per pubblicazione si intende la pubblicazione, … nei siti istituzionali delle pubbliche amministrazioni dei documenti, delle informazioni e dei dati concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, cui corrisponde il diritto di chiunque di accedere ai siti direttamente ed immediatamente, (…)”

In attuazione degli obblighi previsti dal decreto legislativo 33/2013, nello stesso anno il ministero dell’istruzione pubblicava nel settembre 2013 il Focus “Principali dati della scuola – Avvio anno scolastico ….”. Da notare il termine Avvio che presuppone un periodo preciso, coincidente con l’inizio delle lezioni. Tanto che da allora ogni anno a settembre, in concomitanza con l’inizio delle lezioni, è stato sempre pubblicato il Focus dei principali dati della scuola.

Ma quest’anno no.

Sono trascorsi oltre sei mesi dall’avvio dell’anno scolastico 2025/26 e il ministero non solo non ha pubblicato i dati attesi e dovuti, ma non ha nemmeno giustificato il silenzio e il ritardo, ignorando quanto tassativamente disposto dall’art. 6 del d.lgs. 33/2013: “Le pubbliche amministrazioni garantiscono la qualità delle informazioni riportate nei siti istituzionali nel rispetto degli obblighi di pubblicazione previsti dalla legge, assicurandone l’integrità, il costante aggiornamento, la completezza, la tempestività, la semplicità di consultazione, la comprensibilità, l’omogeneità, la facile accessibilità, nonché la conformità ai documenti originali in possesso dell’amministrazione, ..L’esigenza di assicurare adeguata qualità delle informazioni diffuse non può, in ogni caso, costituire motivo per l’omessa o ritardata pubblicazione dei dati, delle informazioni e dei documenti”.

Che succede? Qualcuno ha hackerato il database del MIM e i dati non sono più disponibili? O c’è dietro qualche strategia comunicativa? La mancata pubblicazione in palese violazione della legge dovrebbe preoccupare tutti.

Ma vogliamo dire qualcosa in più. Al di là della mancata pubblicazione del Focus sull’avvio dell’anno scolastico, da qualche tempo il Ministero sembra diventato “asfittico” nel rendere note informazioni che tutti hanno diritto di conoscere in maniera trasparente. I comunicati stampa di Viale Trastevere sono stati in più di un caso avari di dati. Magari si pubblicano i valori percentuali ma non anche quelli assoluti. E così via. Perché?

Una sollecita pubblicazione del consueto Focus e una ripresa nel fornire costantemente e con trasparenza le informazioni sul sistema di istruzione farebbero certamente diradare dubbi e… nebbie.

Per approfondimenti:

Che fine ha fatto il Focus sui dati di avvio dell’anno scolastico 2025-26?

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